memorie di viaggio
Eccomi tornata da Parigi. Il viaggio é stato estenuante, abbiamo dormito pochissimo e girato tanto. sali e scendi, scendi e sali, scale, metro, metro, scale, discese, salite, scale, metro, di tutto di piú.
Molto bella Parigi, una cittá tutta da scoprire. troppo grande per i miei gusti, mi piacciono le cittá dove posso raggiungere i posti in breve tempo, non mi piace stare dietro a bus, metro e taxi.
La Mona Lisa devo dire che mi é piaciuta veramente tanto. Vista dal “vivo” fa un effetto leggermente diverso rispetto a quelle viste nelle riproduzioni, ti accorgi di sfumature alle quali non avevi mai fatto caso.
Una cosa che mi ha un pó deluso é stato il Moulin Rouge. Pensavo fosse situato nel lato posh di Parigi, invece é lungo la via a luci rosse, con negozi porno abbastanza squallidi e vuoti se paragonati a quelli di Amburgo. Purtroppo non siamo entrati a vedere lo spettacolo, ma mi riprometto di andarci la prossima volta che torno a Paris.
Per le foto ci sto lavorando, nel frattempo vi lascio con questa novella che mi ritrae in un giorno di sole a Parigi.
Secondo giorno in metro.
Dopo un bel pranzo a base di vino aspettiamo la metro per andare non ricordo dove. Avevo la macchina fotografica in mano e mentre allungo il passo per introdurmi nel trenino, piena di alcool in corpo, convinta di infilare la macchina in borsa mi scivola invece dalle mani e mi cade in mezzo alle rotaie….
Ovviamente tutti a guardare sbalorditi quello che sta succedendo! Io e i miei compagni di viaggio a guardare nella fessura che separa il trenino dal il marciapiede e tutti gli altri passeggeri a guardare noi!
Ci mettiamo cosí con il sedere a pecorella cercando di individuare l’esatta posizione della macchina. Pensavamo che fosse andata distrutta, che non ci sarebbe stato niente da fare, che non l’avremmo piú recuperata finché la vediamo proprio sotto il nostro naso. Il mio amico fa un tentativo di tuffarsi fra le rotaie quando viene bloccato in estremis da un passante artista parigino che ci avvisa del pericolo scossa che avrebbe preso toccando i binari.
Panico.
Io e la mia amica saliamo a chiamare qualcuno in aiuto. Cosí scendono due balde giovani con una specie di pinza gigante. La prima dice “no no, é impossibile, non si puó piú prendere” e l’altra “aspetta, ci penso io”!
Allunga la pinza, afferra la telecamera, la solleva MA non appena si trova un millimetro al di sopra del marciapiede la camera cade nuovamente fra le rotaie!!!!! noooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!! é finita.
Adieu adieu adieu adieu addiiio al mondoooo!
Passa il trenino e noi soffriamo insieme per la povera macchinetta sbattuta nei sotterranei di una cittá a lei estranea.
La controllora di nuovo: “pas possible pas possible”. e io: “pourqoi pas? pourqoi pas?” e di nuovo l’altra si lancia nella missione impossibile. Dopo ulteriori prove la macchinetta torna finalmente nelle mani della sua padrona, miracolosamente salva insieme al centinaio di foto scattate nei primi due giorni della nostra permanenza all’estero.
