Dublino, due anni e qualcosa

Quasi un mese fa ho compiuto due anni di vita dublinese. E sono volati.

Ieri sera tornavo a casa dopo una cena fra amici e pensavo al primo mese che ho trascorso qui alla ricerca di un lavoro, combattendo per capire un accento e una pronuncia del tutto sconosciuta e incomprensibile, fermando le persone per strada con la scusa di chiedere informazioni al fine di rendere piú familiari i suoni, conoscendo persone che poi non ho piú rivisto o con la quale mi sono trovata a lavorare.

Pensavo che all’inizio mi ero interstardita a frequentare solo persone del luogo o persone che parlassero un decente inglese. Scampavo a piu’ non posso da qualsiasi essere che parlasse l’italiano. Un po’ per un rifiuto generico verso l’Italia e gli italiani in generale, un po’ perche’ pensavo che solo frequentando persone di altri paesi avrei migliorato la lingua inglese. Adesso invece, a parte al lavoro, frequento solo italiani. E ne sono fiera. A volte mi sembra di essere ancora a Roma, e di usciere con i miei amici, in quanto rivivo la stessa familiarita’ che vivevo in Italia. E ne sono contenta.

Ricordo ancora il sole splendente che c’era a Dublino il giorno in cui sono arrivata, l’amica che mi ha ospitato, quando ho conosciuto O’Connor, quando siamo andati al Phoenix Park e al 40foot, il primo meeting di altrairlanda e quando sono scivolata sul bagnato fracassandomi la caviglia a 3 giorni dal primo lavoro; quando sono andata al colloquio di lavoro in minigonna e quando ci sono andata senza un filo di voce. Quando ho conosciuto i miei futuri coinquilini, la ricerca della casa sotto una pioggia torrenziale, la prima volta che ho guidato una macchina qui a Dublin. Il primo anno é stato vissuto intensamente. Pieno di sorprese, piaceri e dispiaceri, che mi hanno aiutata a crescere e a conoscere sempre piú me stessa.

Rifarei tutto quello che ho fatto. Dall’inizio alla fine.

Il secondo anno invece e’ stato l’anno in cui ho tirato le somme. L’anno in cui ho deciso cosa avrei dovuto fare della mia vita e del tempo a venire. Ho deciso di iscrivermi all’universita’. L’anno in cui ho avuto piu’ promozioni e in cui il lavoro svolto mi e’ stato riconosciuto. E’ stato l’anno in cui ho finalmente iniziato a lavorare usando la lingua inglese. E alla fine ti rendi conto che la lingua e’ solo un modo di chiamare e descrivere le cose con un suono diverso.

E dopo due anni sono ancora qui, sempre in gioco, pronta ad affrontare le sfide che questa cittá mi pone davanti

This entry was posted on Sunday, November 4th, 2007 at 1:28 pm and is filed under dublin, impressioni, pensieri sparsi. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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