Archive for January, 2008

Dublino, venerdi’ 11 gennaio

Jan 11th, 2008 Posted in dublin | one comment »

Ogni giorno mi stupisco sempre di piu’ di come il tempo passi velocemente. Specialmente qui a Dublino. Il tempo scandisce le ore, i minuti, i giorni in maniera inesorabile. La gente va e viene, cosi’ come le amicizie, gli amori, i sentimenti. Oggi ci troviamo ad avere tra i migliori amici una persona della quale non sappiamo niente, il cui passato ci e’ oscuro ma che ci sara’ rilevato solo con la frequenza giornaliera. Una persona che il fato o non so cosa ci ha fatto incontrare in una citta’ sconosciuta, dall’altro capo del mondo o lontano 1000 miglia dalla nostra citta’ di origine. Una persona con la quale abbiamo legato per i motivi piu’ disparati. Per solitudine, per affinita’ intellettive, per interessi, per cazzeggio, per condivisione dello stesso suolo. E ci frequenteremo per tutto il tempo trascorso a Dublino.

Domani questa persona tornera’ nell’oblio degli sconosciuti, tra le persone senza volto, o alle quali abbiamo dato un volto per il tempo che si sono fermate a Dublino. Chissa’ se le rivedremo piu’, se ci impegneremo per poterle rivedere, se resteremo in contatto. Intanto il tempo passa, le ore continuano ad essere scandite in modo inesorabile e tutto il resto diventa polvere.

Dreaming

Jan 8th, 2008 Posted in Love & Relationships | 3 comments »

Ieri sera ripensavo a mia nonna, che se n’e’ andata un’anno e mezzo fa. La cosa al quale pensavo, in particolare modo, e’ a come mi fu comunicata la notizia.

Ero in ferie a Nizza, in costa Azzurra, con un gruppo di colleghi. Di notte sognai di ricevere una chiamata da mia madre, la quale mi comunicava, fra le altre cose, che mia nonna era morta.

B: “la nonna? ma quando e’ morta”

M: “qualche giorno fa. Ormai era una donna anziana”.

L’indomani mattina mi sveglio, pensando al mio sogno, ma senza dargli troppa importanza. Ci vestiamo, ci prepariamo per andare al mare, finche’ non ricevo una chiamata al cellulare. Era mio padre che mi comunicava che mia nonna era morta la notte precedente.

Quante volte mi e’ capitato di rivivere esattamente una scena che avevo sognato o che pensavo di averla gia’ vissuta. Quando ero in Italia, nel lontano 2000, sognai di essere in una stanza le cui pareti erano colorate di viola e che un signore, dal maglioncino arancione mi parlava in inglese. Nel 2000 non avrei mai pensato di venire a vivere a Dublino, ne’ il mio inglese poteva definirsi fluente. E ricordo benissimo che la prima cosa che pensai non appena aprii gli occhi fu il chiedermi cosa ci facevo io in una stanza con un uomo che mi parlava in una lingua straniera.

A distanza di anni, ed esattamente nel dicembre 2006, incontrai la stessa persona, che indossava quello stesso maglioncino. Era il mio attuale insegnante di Gestalt Therapy. Assurdo.

In passato, molti ma molti decenni addietro, l’opinione popolare riteneva che il sogno nascondesse qualcosa che si potesse rapportare alla predizione del futuro. Freud sosteneva invece che tutti i sogni, senza eccezione alcuna, risvegliassero il ricordo di piccolezze accadute da svegli, alle quali non veniva data la giusta importanza, definendoli come appagamenti velati di desideri rimossi. Ovviamente le teorie di Freud vennero poi riviste e confutate in lungo e in largo, ma nel suo lungo trattato sull’Interpretazione dei sogni, cita Nicholas Vaschide il quale afferma che e’ stato spesso osservato che quando si sogna si parlano le lingue straniere molto piu’ fluentemente che nello stato di veglia.

Dopo quello che ho sperimentato sulla mia pelle, inizio veramente a credere che i sogni siano qualcosa di piu’ che voce del nostro inconscio e che celano sempre qualcosa di misterioso..

Stanotte

Jan 7th, 2008 Posted in Love & Relationships | 2 comments »

Non riesco a dormire. Qualcosa mi ha svegliata nel mezzo della notte e non riesco a riprendere sonno. Fra un paio di ore saro’ in marcia per il lavoro, con una sonnolenza in corpo indescrivibile e di ritorno mi lamentero’ di aver dormito poco. Ma adesso, non riesco proprio. Fuori il vento ulula alla luna e io mi interrogo sul senso della vita, sul ripetersi di azioni e reazioni, sul tempo sprecato a dare importanza a cose che importanza non ne hanno.

La lavatrice non e’ stata messa in moto stanotte, e nemmeno la lavastoviglie. Il sapone giace per terra immobile, aspettando il suo turno inesorabile di essere ucciso. Forse e’ troppo tardi ormai, stanotte salta, se ne parlera’ domani. O forse mi alzero’, da questo divano, e gli daro’ il colpo di grazia.

BeeMovie

Jan 3rd, 2008 Posted in lavoro, pensieri sparsi | 4 comments »

Mi pare veramente sprecato dedicare un post del mio blog a questo film, data la qualita’ scadente dello stesso, ma ieri sera, fra la noia generale che regnava sovrana nella sala a causa di questo film che di divertente ha solo l’imminente, una cosa mi e’ subito saltata all’occhio. E cioe’ che questa piccola ape e’ terrorizzata dal dover fare lo stesso lavoro per tutta la vita. Un lavoro noioso, in fabbrica, di routine, dove si fa la stessa cosa per tutti gli anni a seguire, dove si ha un solo giorno di ferie fino al pensionamento, dove si prospetta una vita senza grosse emozioni.

Non e’ questo un po’ il problema della nostra generazione? L’avere paura di fare sempre la stessa cosa per il resto della nostra vita? Il dover andare sempre allo stesso posto di lavoro, dover percorrere sempre la stessa strada, il salutare la mattina sempre le stesse persone, dire sempre le stesse cose ai clienti, timbrare sempre lo stesso cartellino? Che volonta’ bisogna avere per fare tutte queste cose? Per non parlare della paura che si ha al solo pensiero di svegliarsi per il resto della propria vita con la stessa persona accanto, cosa che io trovo meravigliosa, se e’ la persona giusta ovviamente.

Quando ero in Italia, i miei avevano un solo obiettivo: quello di farmi diventare o insegnante o avvocato.  Io, dal mio canto, avevo pure un solo obiettivo: quello di non diventare assolutamente un avvocato o un insegnante, quindi lottavo al limite dell’estremo contro questa cosa.

Adesso, che piu’ passa il tempo, mi rendo conto che le mie aspirazioni sono ben diverse: io sogno di sposarmi, avere una famiglia, dei figli, curare la casa, mio marito e specialmente trovare un lavoro che mi permetta di fare tutte queste cose. Immagino quindi che l’insegnamento sarebbe stato la risposta ideale alle mie aspirazioni, sebbene quando ero in Italia mi annoiasse a morte il solo pensare di dover parlare di fronte ad una classe di qualcosa che non mi interessava affatto. Adesso che dedico la maggior parte del mio tempo al lavoro, e cioe’ 8 ore davanti ad un desk e 2 sul bus per raggiungere il posto di lavoro, mi rendo conto che non e’ questo che voglio fare nella vita! Che continuando cosi’ non avro’ tanto spazio da dedicare ai miei figli, che li dovro’ mandare tutto il giorno a scuola o al doposcuola che dir si voglia, che li vedro’ solo la sera e che passeranno piu’ tempo con la babysitter che con me, che non avro’ tempo da dedicare alla casa e a mio marito!!! Oh mio dio, gia’ vedo le facce stralunate di voi che state leggendo queste dichiarazioni in questo preciso momento. Ebbene si, a me di fare la donna in carriera, di guadagnare 100k all’anno, di dedicarmi anima e corpo al lavoro non me ne frega proprio niente. Tutte le donne che sono lanciatissime professionalmente, che vogliono fare strada e vogliono lasciare il marito a casa a badare ai figli, nel caso in cui decidessero di averne uno le capisco perfettamente, in questo mondo che incita la competizione e all’accumulo di soldi e beni materiali in quanto si e’ sempre insoddisfatti di quello che si ha. Dvo ammettere pero’ che mi fanno pure pena, mi sembrano talmente tanto sole…

Purtroppo per ottenere quello che voglio ci vuole tempo, e pazienza, tanta pazienza, e in questo momento ovviamente non mi resta che rimboccarmi le maniche per iniziare a ruotare la barca verso la direzione che piu’ mi si addice, e spendere per adesso tutti i miei guadagni in libri e vestiti :D

Ma parliamo degli aggiornamenti del blog. Come avete notato nella barra di navigazione alla vostra destra ho aggiunto lo strumento di ricerca e a grande richiesta ho aggiunto tutti i post vecchi che appartenevano al blog barbylucedistelle, precedentemente chiuso a causa di sviste varie. Non sono riuscita a mantenere i vecchi commenti, ma i post sono rimasti intatti :D

Buona navigazione,

B.

Welcome 2008

Jan 2nd, 2008 Posted in dublin, lavoro | 2 comments »

Ok ok, ci siamo, e’ iniziato il nuovo anno, e per me devo dire che e’ iniziato carico di positivita’.

Tra tutti i nuovi propositi, a parte quello di diventare piu’ buoni, di non tirare piu’ la coda al gatto, di annaffiare le piante, di non mettere le dita dentro il naso, di mangiare con le posate, di rifare il letto tutte le mattine prima di uscire, di cucinare tutte le sere il pranzo da portarsi il giorno dopo al lavoro, di socializzare con i vicini, ho anche in programma una grossa smossa da dare alla mia situazione lavorativa.

Sto prendendo una seconda laurea, in psicoterapia. 4 anni di studi. L’universita’ e’ quella di Limerick (The National Counselling Institute of Ireland), e la laurea e’ accreditata sia Hetac che Fetac. Le lezioni si tengono a Dublino e sono iscritta al secondo anno. Il mio obiettivo professionale e’ quello di poter lavorare come psicoterapeuta o come counsellor ed entro la fine del corso, devo avere fatto almeno 100 ore di sedute con dei miei clienti. Alla fine del corso dovro’ fare altre 400 ore di sedute con altri clienti per avere un altro tipo di accreditamento. Dopo di che si prospetta un master, per poter prendere la specializzazione. Da quello che ho capito, i master pero’ dovrebbero essere diversi da quelli italiani, in quanto qui basta aggiungere dei moduli agli studi gia’ fatti et voila’, les jeux sont fait. Ho comunque iniziato le sedute l’anno scorso. Per adesso non ho ne’ le conoscenze, ne gli strumenti, ne’ l’esperienza per fare analisi, ma col tempo saro’ in grado di fare tutto cio’. Oltretutto una laurea del genere mi permette di lavorare non solo con le singole persone, ma anche nelle comunita’, nelle aziende, nella gestione dei gruppi e nella formazione. Mi permette di avere un lavoro piu’ umano, che si addice di piu’ alla mia personalita’.

Anche se devo ammettere che lavorare, studiare, fare terapia, e tutto il resto contemporaneamente non e’ per niente facile, mi ci vorrebbero delle giornate di 30 ore!!!

Per adesso vi saluto.

Baci a tutti.