Archive for July, 2008

chaps

Jul 29th, 2008 Posted in barby_writer | 3 comments »

Ho mandato i primi 3 capitoli del mio racconto a mio fratello :D

aaarrghhhhhh! gli ho spiegato che e’ ancora una bozza, e che ovviamente non e’ finito, ma ha detto che non gliene frega niente e che e’ troppo curioso!!!!!!!!!

Come sono emozionata!!!!

My novel goes on

Jul 24th, 2008 Posted in barby_writer | no comment »

Martedi’ scorso, dopo la lezione di scrittura creativa, mi sono fermata a parlare con l’insegnante in merito al racconto che sto scrivendo. Essendo un racconto di 150/200 pagine, ho creato numerosi personaggi e diversi  protagonisti con le rispettive eta’, personalita’, percorsi di vita, ecc. Ho creato una lista di oggetti, di ambienti, di atti, di verbi, di nomi, di azioni e interazioni, di obiettivi da raggiungere e quello che sia il tema che sta alla base della storia. Tema che ovviamente non viene espresso pubblicamente, ma come se fosse qualcosa che parlasse all’inconscio del lettore in maniera non esplicita.

Quello che mi viene piu’ facile fare e’ scrivere a penna su un quaderno, e poi purtroppo devo ricopiare tutto al pc. E’ una perdita di tempo, ma e’ l’unico modo per me di connettermi con questo mondo irreale del quale sto scrivendo. Inoltre non sono partita dal capitolo 1, ma sto descrivendo le scene come mi vengono in mente, e ogni volta succede sempre qualcosa di nuovo.

La mia insegnante, nell’oretta in cui abbiamo chiaccherato dopo il corso, mi ha consigliato di usare powerpoint e fare un catalogo di tutte le cose che ho scritto. In modo che per esempio mi posso rendere conto di cosa ho scritto e se manca un legante o una scena fra le due scritte precedentemente.

Cosi’ ho preso tutti i miei appunti, i quaderni, i fogli dove avevo annotato delle cose durante quest’anno dedicato al racconto ed ho veramente tantissima roba, pure scene della quale avevo dimenticato l’esistenza, ma che servono a dare corpo alla narrazione.

Cosi’, fra un momento libero ed un altro, sto ricopiando il tutto al pc. Penso mi ci vorra’ almeno un altro anno per poter dire che ho finito la prima stesura. Se avessi tempo solo di scrivere magari ci starei di meno, ma ho i minuti contati quindi faccio quello che posso.

Mi rendo conto anche di come il mio racconto sia entrato molto nella sfera del personale rispetto alle prime cose scritte un anno fa, e dovro’ pure decidere che tipo di voce usare.

Non scendo troppo nei dettagli, ma vi terro’ aggiornati.

In cucina

Jul 23rd, 2008 Posted in barby_cuciniera, barby_studiosa, lavoro | 2 comments »

Salve!

Questo salve in onore di una mia ex-collega che per motivi di privacy chiameremo Giulia, la quale, ogni volta che chiamava i clienti, ripeteva la parola Salve 850.000 volte, tanto che la mia amata Senior Agent tedesca (qua) un giorno mi chiese come mai la ripeteva cosi’ tante volte.

Questo saluto, carissima Giulia, e’ dedicato a te.

Ho appena finito di cucinare il cous cous con sugo di peperoni da portare domani al lavoro per pranzo. Per paura che i peperoni mi potessero “buttare pesante”, ho pensato che, prima di cucinarli nel pentolino con la passata Cirio tetrapack trovata stasera per caso al Tesco, li avrei messi nello steamer.
Azionata la macchina a vapore, dopo 20 minuti i miei bei peperoni erano belli e cucinati, cosi’, morbidi morbidi, li ho fatti a pezzettini e rosolati 30 secondi nel burro e poi aggiunto la passata.
Devo dire che e’ venuto proprio bene, ma per la prova del 9 dobbiamo aspettare domani dopo pranzo. Vi faro’ sapere se c’e’ stata e quanto e’ durata la riunione di gabinetto.

Ieri ho scoperto che la pasta Tesco e’ prodotta in Italia (non ci smentiamo mai), cosi’ come i maggiori produttori di riso sono sempre gli italiani. Ah, anche la passata Cirio era made in Italy (giusto per dare un tocco di internazionalizzazione, che poi questi irlandesi che mi leggono si sentono esclusi se scrivo solo in italiano).

Sul fronte lavorativo niente di nuovo, a parte che la mia tattica – fatti i fatti tuoi e se nessuno ti dice niente vuol dire che vai bene – sta avendo grande successo, in quanto nessuno mi importuna, cosi’ sono libera di esplorare i meandri dei database e capire fino a dove posso arrivare.

Il corso di scrittura creativa va a gonfie vele. Ogni martedi’ sera torno con a bunch of books da acquistare che fa arricchire Amazon (l’inventore deve essere proprio un tipo geniale, e magari con tutti i soldi che spendo sulla sua piattaforma un giorno decidera’ di invitare me e il mio consorte a cena, o mi regalera’ un’enciclopedia tipo treccani, chi lo sa! Comunque proprio geniale fu).

L’altro ieri mi sono arrivati i risultati degli esami del corso di laurea, e posso dire che li ho passati a gonfie vele e sono stata ammessa al terzo anno. Un mio amico invece, che studia letteratura italiana all’Ucd, non ha superato la prova scritta su Dante, e mi raccontava che probabilmente la sua futura carriera universitaria ne sara’ pregiudicata e, in base a quello che decidera’ la commissione d’esame, potra’ avere lo sbarramento a master o ai phd. In Italia anche se ti laurei con 4 anni fuori corso non interessa a nessuno, stare parcheggiato all’universita’ e’ meglio che stare disoccupato, e quello che qui si chiama master equivale alla nostra laurea specialistica del nuovo ordinamento, con la sola differenza che in Italia la specialistica te la devi pagare tu, in Irlanda il master te lo paga l’universita’. Che piccola differenza eh!
Oltretutto ho letto da qualche parte, se trovo il link ve lo posto, che gli studenti sopra i 23 anni sono considerati maturi (maturi?!?!?) e che possono godere di incentivi monetari nel caso in cui decidano di intraprendere gli studi. La cosa e’ a discrezione del college, ma si puo’ fare anche richiesta al welfare, seguire tutta la procedura e beccare i soldini, che non so quanto siano, ma sicuramente sono un aiutino.

Beh ora vi lascio, che inizio ad avere sonno.
Buona notte a tutti quanti e ricordate che, mangiare troppo tardi la sera e troppo pesante fa venire l’arsura e gli incubi, quindi ve lo sconsiglio.

news from work….

Jul 21st, 2008 Posted in lavoro | 3 comments »

Giusto un salutino, visto che sono le 08:21 e ho appena iniziato a lavorare. Volevo solo dirvi che la mia carissima collega, l’ukraina, si e’ data sick. Mi sa che le mie bestemmie di venerdi’ scorso hanno fatto effetto.

Che frustrazione

Jul 18th, 2008 Posted in lavoro | 5 comments »

Eccomi tornata con un altro post. Da che niente a che tanto.

Mi mantengo sempre sul fronte lavorativo. Finalmente ho la risposta alle mie domande e cioe’ che sono nelle mani di nessuno e le cose me le devo fare da me. Ma non perche’ loro non mi vogliono cagare, ma perche’ loro non hanno scelto di fare da trainers, glieli hanno messi forzatamente e quindi non sanno nemmeno cosa voglia dire fare training (parlo io da esperta).

Lui, quello che si fa sempre i grancazzi suoi, quando oggi gli ho chiesto una cosa, invece di aiutarmi mi ha indicato un file dove dovevo guardare. Come lui, io non avevo voglia di guardare 10 e piu’ casi simili solo per non trovare la risposta che cercavo, in quanto, dopo una sommaria ricerca, non avevo trovato la cosa che mi serviva, cosi’ alle 4 ho fatto la chiusura del business e lui si e’ accorto che forse non avevo trovato, mettiamola cosi’, la risposta alla mia domanda. Quindi, mi ha detto che lui non mi aiutera’ mai, in quanto e’ troppo busy con le cose sue e quindi me le devo cercare da sola. In compenso, mi ha detto a chi potevo chiedere…..

L’altra, l’ukraina, quella che fa tanto la comprensiva, oggi mi dice di cercare il numero di un ordine nel database. cosi’ lo cerco e non trovo niente. Dopo mezz’ora, mi pinga chiedendomi se l’avevo trovato. E io, no, non sono riuscita a trovarlo. E lei mi fa: “do i have to show you again how to do it?” da notare l’again, e io:”yes please, as i’m lost”. Al che si avvicina e con fare annoiato mi dice che non e’ possibile andare avanti cosi’, che le cose me le devo scrivere su un quaderno (tipoascuolaemivapiu’chebenevistocheeraquellocheavevofatto), che lei non mi puo’ spiegare sempre le stesse cose, che ormai dovrei avere familiarita’ con i programmi e via discorrendo. Al che’ mi chiede di mostrarle la finestra dove stavo lavorando, e guarda caso il programma era aperto proprio nella pagina dove doveva essere aperto, con tutti i dati inseriti correttamente e al loro posto, solo che il risultato era “no result found”. “Doh” mi dice, “allora in questo caso se non ti mostra niente e’ perche’ devi mandare una email a Ruben” e io:”allora la procedura che ho seguito e’ quella giusta?” e lei, “si si, ha fatto tutto perfettamente” Ma vaffanculo brutta pezza di stronza per non avermi detto che a volte i dati non si trovano nel database e che bisogna chiedere a qualcun altro di fornirceli!! Ma va a cagare, che ti deve andare storta la cena!!!!!!

QUesto giusto per farvi capire il tipo di colleghi che ho. E purtroppo non posso farci niente. In una situazione ideale, un ottimo training sarebbe:

dato lo scenario A se il risultato e’ B allora devi fare C

oppure

dato lo scenario A se il risultato e’ D allora devi fare P e poi C

ecc ecc ecc…

Ovviamente ci possono essere tante variabili che influiscono, ma in linea di massima cambiando la posizione degli addendi il risultato non cambia. Purtroppo questo succede solo in un mondo ideale, dove i trainer sono chiamati in quel modo perche’ sono specializzati nella formazione delle risorse umane, e quando le grosse aziende impiegano 4 settimane a trainare la risorsa umana in aula sui vari processi e procedure fanno solo un favore a tutti quanti.

Nel magico mondo del mio piccolissimo dipartimento, questo non succede, e il mio team non si puo’ definire nemmeno come tale, dato che lui si occupa di una cosa sola, lei di un’altra cosa finche’ non va in maternity leave e io sono stata buttata nel mezzo e devo imparare a nuotare per non soffocare.

All’inizio me la prendevo a livello personale, pensavo di avere detto o fatto qualcosa di sbagliato o che avrebbe potuto offenderli. Oggi ho capito che anche se me la prendo, loro non possono farci niente. Questo e’ il modo in cui hanno imparato a fare quello che stanno facendo e questo e’ il modo in cui lo stanno insegnando a me.

Ma la cosa ancora piu’ pazzesca e’ che lei, nonostante ce l’abbia a morte con lui per la storia delle ferie natalizie e di come si e’ comportato quando erano solo loro due, continua a fare la gattina morta, come stai di qua, come stai di la, cosa hai fatto di bello, bla bla bla, quando poi alle spalle gliene dice talmente tante che sembra che lui giri con un’ascia piantata nella schiena, non un coltello!

Ovviamente dopo che ha capito che io le frustrazioni sue non me le accollavo e che se aveva un problema se lo doveva risolvere lei, ho smesso di essere la cocca di mamma.

Ma rivaffanculo!

Di Harry Potter, di Narnia e di altre storie

Jul 18th, 2008 Posted in barby_writer, lavoro | 2 comments »

Ciao a tutti!! finalmente trovo un po di tempo per scrivere. Sono successe talmente tante cose dal mio ultimo post che non saprei da dove iniziare. Dunque, direi di iniziare dall’inizio.

Martedi’ della settimana scorsa, al corso di scrittura creativa e’ nato il “problema” di su cosa scrivere. Si rifletteva sul fatto che ormai e’ stato scritto di tutto. E’ stato scritto di maghi, di draghi, di stupri, di ladri, di zoombies, di vampiri, di scene di vita quotidiana, di scene del passato e scene avveniristiche, di persone che si affacciano alla finestra, che attraversano la strada, che guidano, che litigano, di tradimenti, insomma, i libri sono popolati veramente di tutto, quindi tutto quello che si scrive non e’ piu’ novita’ e prendere spunti dagli scrittori del passato e’ pratica assai diffusa. Prendiamo per esempio Harry Potter e Narnia. Narnia fu scritto anni e anni fa, molto prima dell’avvento di Harry Potter. Nel libro Prince of Caspian, quando i 4 fratelli “entrano” nel mondo di Narnia, sono alla fermata ferroviaria del un treno che prendono per tornare a casa da scuola. Allo stesso modo, in Harry Potter, la stazione londinese di King’s Cross e’ quella che permette di accedere al Binario da cui parte l’Espresso per Hogwarts, la scuola di magia.

Cosi’ come la trilogia His Dark Materials, i dæmon di cui parla lo scrittore, non sono di sua invenzione, la parola esisteva gia’ nell’antica Grecia, ed era diffusa la credenza che gli animali avessero un’anima e sorvegliassero gli esseri umani.

Quindi cosa fa la differenza? la differenza la fa l’ambientazione del testo, la narrazione, il modo in cui si usano i personaggi, gli oggetti e tutto quello che serve per costruire la storia.

E devo dire che scrivere una storia non e’ per niente facile. Non e’ facile riuscire a renderla interessante e avere la costanza di scrivere tutti i giorni o quasi. E la cosa peggiore che si possa fare e’ appunto smettere perche’ ci si fa prendere da 1000 pensieri diversi.

***

Sul fronte lavorativo le novita’ non mancano. Vi descrivo la situazione, giusto per farvi capire. Il mio team e’ composto da 3 persone in tutto: io, una collega ukraina e un collega very english. Considerate che non ho avuto nessun training at all, e dopo l’induction day (1 giorno), mi hanno messo subito al lavoro. Quindi, l’unico modo per sapere come funzionano le cose e’:

1. fare una ricerca sulle FAQs e vedere se c’e’ la risposta

2. chiedere ai colleghi (l’inglese e l’ukraina) di providarmi con le informazioni required

Solitamente faccio una ricerca sulle FAQs, ma tante volte mancano le risposte e quindi devo necessariamente chiedere ai miei due colleghi. Lei, l’ukraina, e’ sempre molto gentile, premurosa, mi aiuta. Lui, l’english man, ha come una scopa azziccata nel di dietro. Sta sempre con le cuffiette ad ascoltare musica, parla a bassissima voce che per capirlo serve un interprete piu’ che un traduttore e se gli chiedo qualcosa o mi risponde quasi sussurrando, quindi gli devo fare ripetere le cose un paio di volte prima di capire di cosa sta parlando (considerato che per me e’ tutto nuovo), oppure non mi calcola neanche. Tipo poco fa gli ho chiesto una cosa e mi ha risposto con un “hm” e un accenno di testa…Ditemi voi che risposta e’. Tutto cio’ diventa mooolto frustrante, specialmente se devo finire delle cose e mi trovo in uno stato di stuck, e non so dove guardarmi.

Cosi’, non so per quale malaugurata idea, ne ho parlato con l’altro team member, l’ukraina, la quale mi ha vomitato addosso tutto quello che lei ha subito da lui, fra i quali, a parte nessun tipo di supporto a livello di training, anche una bella pugnalata alle spalle nella scelta delle ferie natalizie dell’anno scorso, in quanto lui e’ andato in vacanza dal 15 di dicembre al 6 di gennaio senza chiederle che progetti aveva e se le piaceva la prospettiva di passare natale e capodanno al lavoro… Cosi’ per quasi 10 gg non ha fatto altro che riempirmi la testa con tutte le cose sgradevoli che ha dovuto sopportare, cercando di spingermi a parlare col manager del comportamento poco cooperativo del Mostro collega. Fin quando ieri, le ho detto che non ne potevo piu’ e che lui a me, a parte non cagarmi quando ne ho necessita’, non ha fatto niente di male, quindi non mi sembra giusto che io debba andare in prima linea per lei e che continuando cosi’ la mattina andare al lavoro e’ alquanto pesante, non mi piace l’atmosfera bla bla bla. Ovviamente, noi siamo autogestiti, in quanto il nostro manager, trovandosi oltreoceano, inizia a lavorare quando noi finiamo. Non che ci sia necessita’ di fare il report a lui, ma qui ognuno fa un po’ come caz** gli pare, solo che siccome io sono l’ultima arrivata, il mio cavolo che mi pare e’ sempre relativo. Comunque la buona notizia e’ che oggi non si e’ toccato per niente l’argomento e si spera di vivere tutti felici e contenti.

Il tempo a Dublino non da segni di stabilita’ (deh che novita’), quindi quando non piove, il cielo e’ coperto dalle nuvole le quali tengono la temperatura abbastanza warmish, solo che quando tira vento, riprende a fare freddo, quindi se prima mi ero tolta la giacca me la devo rimettere.

Per le ferie se ne parla a settembre. dopo aver trovato un volo a/r per la sicilia super economico, mi sparo una settimana sotto il sole, visto che sicuramente fara’ ancora caldo, e cosi’, quando saranno tutti scoppiati per aver consumato le vacanze in periodo estivo, io vado a farmi le mie :D Tra parentesi ho notato che tornare dalle ferie a meta’ settimana e’ bellissimo, in quanto lavori solo un paio di giorni e poi ti godi il week end (piccoli trucchi crescono)

Ora ve la salutai,

buon fine settimana a todos

Peculiarita’ di Dublino

Jul 4th, 2008 Posted in dublin, societa' | 20 comments »

Io mi chiedo se voi maschi siete mai entrati nel bagno delle donne qui a Dublino. Un bagno qualsiasi, non fa nessuna differenza se e’ quello di Brown Thomas o del Cafe’ En Seine o del MacDonald. Troverete 2 o 3 donne, minimo, che si rifanno il trucco occupando quasi tutti i ripiani del bagno, ammassandosi l’una sull’altra per ritagliare quella fetta di spazio a loro necessaria. Ma la cosa in assoluto piu’ buffa e’ il modo in cui si atteggiano e scimmiottano davanti allo specchio. Come si incipriano, si mettono il rossetto, l’ombretto, allungando le labra e sbattendo le ciglia senza alcun motivo apparente…. E’ una scena troppo divertente e a quanto pare fa parte delle loro abitudini. Posso capire ti ripassi il rossetto che magari e’ andato via col tempo, ma loro sono corredate di spazzola e addirittura phon nel caso in cui i capelli abbiano preso un po’ di umidita’. Tutto questo mentre altre persone fanno la fila per usare il bagno.

A proposito del fare la fila, ieri pomeriggio ho avuto un interessante dibattito con i colleghi del corso di psicoterapia. Il dibattito verteva sulle persone che saltano la coda, in quanto a Dublino si fa la coda per tutto: alla fermata dell’autobus, al supermercato, in banca, in macchina, tutti in fila aspettando diligentemente il proprio turno. E quando qualcuno fa il furbo, cosa che succede raramente, loro diventano delle iene, ma nella maggior parte dei casi non riescono a dire niente, quindi accumulano rabbia e rancore senza riuscire a sfogarsi. Io dicevo loro che questa cosa in Italia non esiste (o quanto meno in Sicilia). La gente non fa la fila, se puo’ evita, chissenefrega se tu sei li’ da piu’ di me, io posso trovare 1001 scusa per passare avanti. Posso fare finta di non averti visto, o pretendere di parlare con una persona che conosco, o al cellulare. A Roma una mia coinquilina salto’ completamente la fila e quando arrivo’ davanti lo sportello dell’ufficio postale per pagare delle bollette, si mise a litigare con una signora accusandola di volere saltare la fila e che lei stava aspettando da mezz’ora!!! Non ci si crede. Sebbene questa abitudine qui in Irlanda sia molto giovane, tutto e’ iniziato 20 anni fa circa, se la prendono a livello personale. “That’s not fair”. per quale motivo non sia giusto non si capisce. Ognuno spende il proprio tempo come vuole, se tu lo vuoi spendere ad aspettare fai pure, ma non e’ detto che valga lo stesso per me. Un minimo di ordine ci vuole, ovvio, altrimenti regnerebbe il caos, ma alle volte si esagera. Cosa molto evidente quando si guida. Tutti in fila su una lane ad aspettare quando nell’altra non passa nessuno. E per altra non intendo quella dedicata ai taxi e ai bus.

Comunque, ora che posso dire che l’anno accademico universitario e’ definitivamente chiuso, posso iniziare le lezioni di inglese. Tra l’altro, ieri ho trovato un visual English dictionary, diviso per categorie, molto utile direi se non si sanno i termini nemmeno in italiano e quindi non si possono tradurre in inglese.

Speeding

Jul 4th, 2008 Posted in Love & Relationships | 2 comments »

A Kerry senior citizen, 76, drove his brand new BMW convertible out of the dealership.
Taking off down the road, he floored it to 80 mph, enjoying the wind blowing through what little hair he had left.
‘Amazing,’ he thought as he flew down the Killarney road, pushing the pedal even more.
Looking in his rear view mirror, he saw a Garda car behind him, blue lights flashing and siren blaring.
He floored it to 100 mph, then 110, then 120.
Suddenly he thought, ‘What am I doing? I’m too old for this,’ and pulled over to await the Garda’s arrival.
Pulling in behind him, the Garda walked up to the BMW, looked at his watch and said,
‘Sir, my shift ends in 30 minutes. Today is Friday. If you can give me a reason for speeding that I’ve never heard before, I’ll let you go.’

The old gentleman paused. Then said, ‘Years ago, my wife ran off with a Garda. I thought you were bringing her back.’
‘Have a good day, Sir’ replied the Garda