Nel primo venerdi’ di aprile
Ignoro se ci siano ancora lettori per il mio blog, che mi vede aggiornarlo a singhiozzi causa mancanza di tempo.
Facebook ha divorato ormai quasi tutti, dico quasi perche’ ancora un paio di persone della mia ristretta cerchia di amici che non e’ iscritto c’e', ma e’ molto piu’ facile aggiornare il proprio status in un paio di secondi, che sedersi e prendere mezz’ora del proprio tempo per scrivere un post.
La cosa che mi piace di FB e’ che effettivamente mi ha messo in contatto con gente che non vedevo/sentivo da secoli, amiche dell’infanzia, della scuola elementare, superiore, ma anche cugini, parenti, con la quale avevo perso completamente i contatti. E devo dire che fa veramente piacere scambiarsi qualche battuta ogni tanto, ridere condividendo un’immagine o un video, trovare qualcosa su cui fare comunella. Diventa una reazione a catena. La cosa che mi sciocca di piu’ e’ leggere gli status dei miei contatti irlandesi. Non ve li cito per motivi di privacy, ma c’e’ specialmente una ragazza parla in continuazione di vodka, guinness, alchool a fiumi, ecc. Ognuno fa quello che vuole, e per fortuna gli irlandesi non sono tutti cosi’, ma a me certi commenti mi scioccano veramente.
Parlando d’altro, devo dire che sto anche disertando la lettura degli altri bloggers italiani in irlanda (non me ne vogliate) salvo per poi leggerli quando qualcuno mi avvisa che qualcosa di interessante e’ stato scritto.
Mi sono stancata di leggere di italiani che fanno la guerra fra di loro, di italiani che lasciano commenti offensivi e volgari, di italiani che si credono di essere diointerra solo perche’ sono andati a vivere in un’altra nazione (magari ero pure io cosi’ all’inizio, chi lo sa), di italiani che si credono di essere diointerra solo perche’ hanno deciso di restare in italia a combattere (alcuni, non tutti, a vegetare direi io), di italiani che nonostante vivono all’estero sono super informati su quello che succede in Italia, di italiani che vivono ancora in Italia e riempiono di insulti i blog di quelli che vivono all’estero solo perche’ non hanno i coglioni di partire.
Non e’ facile. Vivere all’estero. Non e’ facile. Vivere in Italia. Forse lo e’? Sicuramente e’ facile vivere ancora a casa di mamma e papa’ che passano i soldi per le sigarette, per la benzina per la macchina, per la cena fuori con amici, per i libri, tornare a casa e trovare tutto pulito e sistemato, la tavola apparecchiata, il letto rifatto, le magliette stirate.
Ho peccato e tante volte pecco di presunzione. Lo so. A volte credo che la mia piccola esperienza faccia statistica. Lo so. Siamo esseri in evoluzione, e quello che per me era importante appena arrivata in Irlanda (imparare benissimo l’inglese, fare parte di una cultura nella quale non sono cresciuta, non avere amici italiani ma solo irlandesi, tornare in Italia una volta all’anno) adesso sono superati, grazie all’universita’ non ho piu’ problemi con l’inglese, ho amici di tutte le nazionalita’, i miei colleghi del college, tutti irlandesi, sono i primi che mi aiutano e mi incoraggiano a scrivere i miei saggi e a consegnarli in tempo per la data stabilita, mi riempiono di affetto, ci aiutiamo a vicenda, sono delle persone veramente amabili e ora che mi sono ambientata, piano piano posso fare spazio a qualcosa di nuovo, che non sia l’esigenza di sentirmi parte di questo territorio.
Mi sono lamentata, in passato, pensando di non stare seminando niente, ma ho capito che la mia negativita’ era dovuta sopratutto ad una situazione lavorativa che da un punto di vista esterno e’ perfetta. Ottimo stipendio a fine mese, pensione pagata, assicurazione sanitaria pagata, 31 giorni di ferie l’anno, un manager che vive e lavora per 358 giorni all’anno in California, i restanti 7 giorni li passa nel nostro ufficio a Dublino, il che vuol dire che quando non c’e’ lui non dobbiamo fare finta di lavorare, anche quando c’e’ poco da fare.
Situazione lavorativa che da un punto di vista interno non e’ cosi’ soddisfacente. Quello che mi spinge a tenere duro e’ il tirocinio che pratico ormai da gennaio presso un centro giovanile nella mia citta’ che mi vede a contatto con quello che a mio avviso e’ una delle note distintive (passatemi la parola cortesemente) dell’irlanda: i knackers.
Il centro e’ frequentato da giovani dai 5 ai 19/20 anni. Vengono svolte tantissime attivita’ all’aperto, come kayaking, calcio, nuoto, ma anche al chiuso, come serata cinema, classi per imparare ad usare il computer, imparare a cucinare, a disegnare o fare attivita’ ricreative come giocare a biliardo o alle macchine delle sale giochi che sono state comprate appositamente per tenere i ragazzi in un ambiente sano piuttosto che mandarli nelle sale giochi vere dove a parte spendere una fortuna non si sa mai chi si possa incontrare. Il centro organizza anche gite a Mayo, nel Dingle, Connemara ecc.
Con un gruppetto di ragazze si e’ deciso di mettere in scena Grease, quindi abbiamo visto il film, letto lo script, sottolineato le varie parti che identificavano i vari vestiti o oggetti necessari e da mettere in scena.
Quando finisco di lavorare, nella grande multinazionale, anche se sono stanchissima, vado con piacere a lavorare come volontaria in questo centro, sia perche’ mi serve come tirocinio per i miei studi, sia perche’ mi sento piu’ a casa mia in un ambiente familiare come questo che in un ambiente asettico e apatico come quello che puo’ essere l’ufficio.
Entrare in contatto con questo centro mi sta facendo rivedere il tutto sotto un’ottica diversa anche se devo dire che la prima volta che ho visto uno dei ragazzi mi sono spaventata. Di fronte a me infatti avevo il knacker per eccellenza, quello che gira con la tuta grigia e il cappuccio in testa, quello che tutti pensano giri in branco con altri come lui pronto a creare disagi e ad aggredire le persone circostanti. Perche’ e’ questo quello a cui ho pensato appena li ho visti. Ma il fatto che c’erano altri 2 leader insieme a me mi ha tranquillizzato. Non mi sento ancora in grado di poter dare giudizi sul perche’ alcuni di loro agiscono in un certo modo, ma la mia impressione e’ che sia un meccanismo di difesa che si attiva in un ambiente in cui chi e’ piu’ forte sopravvive. Le ragazzine sono tutte in cerca di attenzioni e di affetto nei confronti delle tutor, ed i ragazzi sono anche socievoli, ma alcuni hanno bisogno di tempo prima di potersi fidare di un estraneo.
Dall’esterno puo’ sembrare assurda questa cosa, ma se riesco a fare una buona esperienza in questo centro, e’ anche probabile che abbandoni per sempre il lavoro d’ufficio (YupppYYYY) – Lory mi vieni in mente tu, che fai la stessa cosa mia alla mazzarrona!! ahhahahah
Comunque ora parliamo di altre cose…. Per il matrimonio e’ tutto pronto! Abbiamo anche fatto la promessa, ora stiamo solo aspettando che arrivi il grande giorno. Siamo ancora indecisi se andare in viaggio di nozze in Giappone o in Argentina, ma penso che faremo a testa o croce
Ora vi salutai. Quando avevo iniziato a scrivere questo post a Dublino splendeva il sole e si poteva uscire a maniche corte, ora si e’ messo a piovere e il cielo si e’ scurito.
Buon fine settimana a tutti, io penso studiero’ per i prossimi giorni, visto che ho 4 esami da dare entro un mese.

Ciao Barbara.
Approfitto per salutarti.
Come avrai visto dal mio ultimo post, lascio la blogosfera Lyndoniana, per i motivi che ho scritto.
Personalmente devo guardare avanti, e, cominciandomi a sentire parte di qualcosa qui, soprattutto con i colleghi e pochi amici, non ha senso scrivere il blog del ragazzo emigrato con cuore e testa in Italia.
Pensavo di far qualcosa di utile scrivendo, dando consigli sull’Irlanda, qualche denuncia sull’Italia.
Ma ho notato che tutti vogliono sentirsi dire una sola cosa.
Una ed una sola.
Qui fa schifo, il tempo e’ brutto , si mangia male e ci sono pessimi servizi.
Io non la vedo cosi’, ma vedo molte altre cose, per cui e’ inutile che continui a scrivere solo per ricevere applausi quando critico questo posto che ormai chiamo casa, mentre mi becco insulti non appena tocco l’italia o provo a far un post positivo sulla mia esperienza qui.
Ci si vuol sentire dire che qui fa schifo per potersi sentir giustificati ad andar via?
Va bene, ma certo non da me.
I miei amici in altre citta’ enl mondo fanno lo stesso, credimi. Amici a Londra, Strasburgo, Hamburgh, e molte altre citta’.
Sento arrivare le stesse critiche (eccetto per i servizi) che riceve dublino.
So benissimo di essermi lasciato andare anche io al gioco di fare il superiore perche’ vivevo all’estero. O qualche volta a qualche commento volgare sulla mia nazione.
Ma ora non mi presto piu’ a queste cose.
Un saluto e tantissimi in bocca al lupo, per il matrimonio, l’universita’, la comunita’, gli amici.
TUTTO INSOMMA
Ciaoooo
Ciao Antonio! ho letto e ho pure commentato
Quando ho detto “che qualcosa di interessante e’ stato scritto” mi riferivo proprio al tuo ultimo post….
Ogni tanto pure a me arrivano messaggi veramente, ma veramente, indecenti. All’inizio me la prendevo e ci restavo malissimo, adesso uso il tasto cancella, e li cancello definitivamente, anche dalla mia memoria.
Io personalmente scrivo di meno perche’ prima usavo il blog come strumento di sfogo, piu’ che per dare consigli sull’irlanda, adesso che ho un network di supporto, sento meno l’esigenza di scrivere, e quando lo faccio, quando ho tempo e se quello che mi succede intorno non mi tiene troppo occupata, mi limito, perche’ non voglio scendere troppo nel privato.
Come te, pure io mi sento ormai lontana dall’idea del “ragazzo emigrato con cuore e testa in Italia”, per questo ho smesso da tempo di parlare di certe cose, non ne ho sentito piu’ l’esigenza e ne ho comunque parlato tanto nei primi post.
Dopo un po le cose cambiano, e l’euforia della migrazione lascia il posto alla quotidianieta’, perche’ ora e’ di quello che si parla.
Purtroppo e’ vero che la maggior parte, ma non tutti per fortuna, gli italiani in irlanda si lamentano sempre di:
tempo
cibo
servizi
E allora io mi chiedo cosa fanno gli irlandesi che hanno bisogno di una visita ospedaliera, o di andare dal dentista, o dal ginecologo e conoscono solo la loro di realta’.
Cosi’ mi sono documentata, su internet ovviamente, e ho visto che anche loro si documentano, confrontano prezzi, servizi, ecc. certo parliamo di una fascia di irlandesi acculturata, che usa internet, che lavora, che studia. Le cose negative che vediamo noi le vedono anche loro, ma non disprezzano, come facciamo noi (noi=italiani emigrati in irlanda).
Pure io ti faccio un grossissimo in bocca al lupo per tutto, e magari ci becchiamo in una serata a casa di amici
Mi piace un sacco questo tuo tirocinio sai? e ti auguro davvero con tutto il cuore di poter, un giorno, svolgere un lavoro del genere se e’ quello che ti piace.
Anche io, a modo mio sto studiano (self-study) per poter uscire dalle grinfie delle multinazionali e comunque dal lavoro di ufficio.
In bocca al lupo per tutto.
Paolo ma ciao!!! Cosa studi???? In bocca al lupo anche a te, e speriamo che crepi!
Sto studiando un po’ di tutto nell’ambito del self help. Life Coaching, Inspirational Speaking, Quantum Phisysics, Tantra, Law of Attractions, Spiritual stuff, NLP e tutto cio’ che trovo e che mi incuriosisce.
Cara Barbara, ma proprio un bel post, sai? Pensa che ero passata per salutarti e mi ritrovo un tale scritto
Anche a me piacerebbe fare volontariato in uno youth centre, ma qui a Cork non ne vedo associati con UCC. È comunque un momento di gran casino per via dei tagli, spero che le cose si appianino tra qualche mese e di riuscire anch’io a fare un po’ di volontariato.
Per il resto nulla da dire. le tue parole non fanno una grinza. Mi raccomando, non esaurirti per gli esami e give me a shout se ti serve aiuto!
Un abbraccio
e brava Barby mia bella…CONDIVIDO!!! Pure la palla del lavoro in ufficio, magari potessi fare qualcosa di sociale come te.
Patata, VAI COSI, che sei FORTISSIMAAA!!!:-)
grazie ragazze per le belle parole! le ho rilette stamattina mentre ero al lavoro e mi si e’ illuminata la giornata
un bacio a tutt’e due
tornatene a Cugni, mbriacuna!!!
Ciao barby sono contenta che tu sia tornata!
Anche io ultimamente ho disertato la lettura di voi blogger all’estero…per gli stessi motivi che hai citato tu…è difficile andare via, è difficile restare..tutte le scelte hanno il loro pro e contro.E comunque non tutti in Italia viviamo com mamma e papà ricordatelo, c’è una buona percentuale che fa la tua stessa vita,difficile, stressante forse, ma sicuramente soddisfacente, la differenza è che la vive nel proprio paese
Mi piace molto l’entusiamo che metti quando parli del tuo tirocinio, si vede che non ti arrendi, vuoi imparare e reinventarti una professione, non tutti ne sono capaci!
Congratulazioni per il matrimonio!!
Ciao Simona,
torna ogni tanto a leggermi, magari nel frattempo avro’ scritto qualche altro post!
e’ vero, penso sempre che tutti quelli che vivono in italia vivono alle spalle dei propri genitori, quando invece ce ne sono tanti che hanno una bella famigliola con tanto di prole al seguito che si danno da fare quotidianamente!
Difficilmente mi arrendo, anche se in questo ultimo periodo non vedo l’ora di aver finito gli esami, e di avere un po di tempo libero per me!!!
Beh ci sono anche le zitellone impenitenti che si danno da fare quotidianamente
A parte gli scherzi, si, intendevo proprio questo,ci sono tanti bamboccioni nel nostro paese, ma ci sono anche tanti giovani che con tanti sacrifici lasciano il nido molto prima dei famigerati 30 anni…non denigriamoci sempre!!