Back from Japan
Ce l’abbiamo fatta! Il nostro viaggio di 3 settimane in Giappone e’ andato a gonfie vele, e finalmente trovo il tempo di fare il tanto atteso resoconto.
Lo so, lo so che siamo ritornati a fine aprile, oggi e’ il 17 e volevate il resoconto del viaggio all’instante, ma un po’ per pigrizia, un po’ perche’ mi sono dedicata allo studio, un po’ perche’ ho avuto altro da fare, i giorni sono passati e non ho scritto un bel niente.
Intanto ecco una delle foto dei posti piu’ spettacolo che abbiamo visitato:
Questo e’ il tempio Kinkaku-ji (il padiglione d’oro) che si trova a Kyoto, del quale parlero’ in seguito.
Siccome siamo stati in giro per il Giappone per 3 settimane, mi sa che ora vi dovrete sorbire il racconto dettagliato, giorno dopo giorno, di quello che abbiamo visto, fatto e mangiato.
Io direi di iniziare dal Day 1
Siamo partiti da londra alle 19:30 dell’8 aprile per arrivare a Tokyo alle 15:30 del 9 di aprile. 11 ore in volo sembrano non finire mai, eppure fra un film e l’altro il tempo passa. Io ho visto Le cirque du frique (carino), poi ho visto Avatar (pure questo non male), poi ho dormicchiato un po’. Le hostess passavano ogni minuto con il carrello delle bevande, e sono passate due volte con le cose da mangiare. Una volta cena, un’altra volta colazione ed infine uno snack prima di atterrare. Nonostante alcuni momenti di turbolenza mi sembrava di essere dentro un treno. Quando si e’ in alta quota non si sente niente, poi spengono le luci e sono tutti concentrati a dormire o a guardare film. La maggior parte dei passeggeri erano orientali. Non saprei dire se fossero stati giapponesi, cinesi o koreani, ma di certo gli occidentali si contavano sulle dita delle mani.
Arrivati all’aeroporto di Tokyo, di venerdi’ pomeriggio, abbiamo fatto una fila interminabile, di un paio di ore, al controllo passaporti. Solite domande di routine, come mai in giappone, per quanto tempo ti fermi, la valigia e’ la tua, qualcuno ti ha chiesto di mettere roba dentro, ecc ecc ecc. Stampa delle impronte digitali, fotografia e via, liberi di esplorare questo nuovo mondo. E quando parlo di un nuovo mondo, intendo veramente un nuovo mondo, perche’ nonostante tutte le informazioni che avevo preso su internet, tutte le foto e tutti i video che avevo visto, niente mi avrebbe mai preparato a quello che ho potuto vedere con i miei occhi una volta arrivata la’.
Usciti dall’aeroporto, abbiamo cambiato i Japan Rail Pass in un ufficio apposito, siamo saliti sul Narita Express che ci ha portati direttamente fino alla stazione di Tokyo, poi ci siamo persi un attimo per trovare la metro, ed infine siamo arrivati in albergo verso le ore 20.
Tra l’altro, sul Narita Express chiedo delle informazioni al controllore che passava di tanto in tanto fra le varie carrozze. Gli chiedo se sapeva da dove si prendeva la metro per arrivare al nostro albergo. Lui cerca di spiegarsi in un inglese molto elementare, io abbasso la testa, piu’ confusa che persuasa, lo ringrazio e mi rimetto a sedere.
Dopo un po’, il controllore ritorna con un foglietto di carta con tutte le indicazioni da seguire per prendere la metro che ci serviva. Mai mi sarei aspettata una cosa del genere. Con la coda dell’occhio avevo visto che si era messo di lato a scrivere qualcosa, ma non potevo mai credere che fosse qualcosa per noi. Gia’ da qua abbiamo potuto notare la gentilezza dei giapponesi.
Alla fine, fra varie peripezie, riusciamo ad arrivare in albergo. Abbiamo pernottato per 5 notti al Grand Prince Hotel Akasaka. Ve lo consiglio se riuscite a prenotare con largo anticipo, risparmiando la meta’ sul prezzo delle camere. Si trova a 3 minuti dalla metro Ginza, che e’ quella che vi porta nei posti piu’ importanti di Tokyo, anche se qualsiasi albergo vicino alla metro va bene comunque.
Ecco la vista dalla nostra stanza (45esimo piano) su Tokyo di notte:

Arrivati alla reception, dopo il check in, una signorina molto gentile porta le nostre valige fino in camera, al 45esimo piano dell’albergo. Abbiamo vissuto dei momenti di imbarazzo perche’ non sapevamo quanto dovevamo dare di mancia, cosi’ mi sono avventurata nel parlare direttamente con lei, la quale ha rifiutato e ci ha detto che non accettavano mance…
Una volta andata via, Antonio ha verificato nella Lonely Planet, sotto la voce tips, ed ha appurato che le mance non sono dovute in giappone, che e’ tutto incluso nel prezzo che si paga, che al massimo si possono lasciare dei pensierini, tipo cartoline o dei soldi messi in busta, ma in generale sembra che i regali in soldi mettano molto in imbarazzo i giapponesi.
Le uniche pecche dell’albergo, ma a quanto pare di qualsiasi albergo a 5 stelle, e’ che si paga tutto e pure a caro prezzo. Internet 15 dollari al giorno; la colazione 40 dollari a testa, per non parlare di pranzi o cene… Pero’ siamo stati fortunati, perche’ nelle vicinanze dell’albergo si trova di tutto, dallo Starbucks ai caffe’ tipicamente giapponesi, ristoranti, sushi bar, ecc ecc e per 2 italiani come noi e’ stato ottimo riuscire a fare colazione con croissant e cappuccino o caffe’ e latte la mattina (e pure la sera quando rientravamo dai nostri giri)
a parte quelle rare volte dove Antonio si era fissato di far colazione col sushi…
Dopo aver preso possesso della stanza ed aver ammirato il panorama, scendiamo alla ricerca di un posto dove poter mangiare. Vicino all’albergo ci sono delle vie piene di ristoranti, ma purtroppo tutti i menu’ sono strettamente in giapponese, cosi’ dopo aver girato un paio di volte, ci siamo fatti coraggio e siamo entrati in un ristorante dove servivano gli Udon (ovvero quelli che da noi si chiamano noodles).
La signora giapponese ha cercato di spiegarci le cose, ma io iniziavo a sentirmi frastornata dal viaggio, cosi’ alla fine mi sono lanciata sugli udon con il pesce fritto di sopra mentre Antonio con qualcosa di piccante, molto densi. Tutto molto buono. Totale, 2.200 yen, pari a 18 euro circa.
Distrutti dal viaggio, con la pancia piena e dopo aver dato un’occhiata ai famosi Pachinko, siamo ritornati in albergo dove abbiamo dormito fino alle 5.30 del mattino… Sara’ stato che non abbiamo sofferto il jet lag o che stavamo recuperando le ore insonni del viaggio?


se ti riesce, cerca le puntate di turisti per caso in Giappone.
molto molto interessanti.
ricordo questo particolare dei soldi.
il soldi sono una cosa volgare, non andrebbero toccati con le mani.
i signori di una certa posizione(e di una certa età, oggi credo non si usi più) sociale quando pagano lasciano che il cameriere prelevi quanto dovuto dal portafogli oppure per evitare di toccare i soldi si usa il fazzoletto.
posso solo immaginare cosa sia passeggiare per Tokyo e visitare il Giappone anche rurale dove sopravvive.
per noi che siamo cresciuti a pane ed anime….
Ciao Topgun,
Questa cosa e’ verissima! Intanto nei ristoranti non si paga mai al tavolo, come succede in Europa, ma si va alla cassa. Poi i soldi non si danno in mano al cameriere o a chi si trova alla cassa in quel momento, ma si mettono su un piattino accanto alla cassa. A sua volta il cameriere mettera’ il resto sul piattino invece di dartelo direttamente in mano.
Quando dico cose mai viste, intendo veramente cose mai viste!
è questo che rende così affascinante il Giappone.