Gomorra
Nov 23rd, 2008 Posted in impressioni, italia, societa' | 23 comments »Che merda.
Al corso ci hanno chiesto di tenere un diario, da scrivere tutti i giorni, per almeno 20 minuti al giorno. Lo scopo di questo journal e’ di abituarci a scrivere, in modo che quando avremo gli esami da fare, non ci prendera’ il panico di riempire il foglio bianco davanti a noi. Avevo iniziato a scriverlo la sera, prima di andare a dormire, ma in teoria bisognerebbe scriverlo la mattina, appena svegli, prima ancora di aprire gli occhi, per catturare i sogni. Ebbene, dopo continui rimandi, oggi ce l’ho fatta ad alzarmi mezz’ora prima per iniziare a scrivere. Purtroppo pero’ quando mi sono seduta con carta e penna in mano del sogno ne era rimasto solo un vago ricordo, ma mi riprometto che domani faro’ la brava bimba e appena sveglia mi mettero’ a scrivere. Oltretutto alla fine del terzo anno, dovremo fare un riassunto del nostro journal e consegnarlo a chi di competenza in modo che valutino la nostra crescita interiore, cosa importantissima per gli aspiranti counsellor e psicoterapeuti del futuro. Si puo’ pure barare, direte voi, ma non avrebbe senso, in quanto la prima cosa che impari e’ essere coerente con te stesso. Dal fronte lavorativo niente di nuovo, a parte che sembra che iniziamo a lavorare. A volte ho come l’impressione che le cose mi scorrano davanti e che io stia a guardare come se fossi seduta davanti ad un film, e quando mi decido a fare qualcosa, l’occasione e’ gia’ passata…. o forse aspetto proprio che l’occasione passi per poi ricrimare e rimpiangere quello che succede. Guardarsi indietro serve solo nel caso in cui si impari qualcosa da quello che e’ successo, ma se non si impara niente, beh, allora, in teoria, e’ pure inutile gardare indietro, anche se e’ una cosa che mi viene troppo facile. Altra nota positiva e’ che la settimana scorsa ci hanno fatto la review dello stipendio e devo dire che sono abbastanza contenta. Qualche giorno fa invece, mentre tornavo a casa, ho beccato la grandine e sono tornata zuppa. Il mio giubotto antiproiettili penneys e’ servito a ben poco, con quella pioggia sono tornata a casa totalmente fradicia, e perfortuna che non c’era molto vento, altrimenti sarebbe successo l’impossibile! Gia’ si iniziano a fare i piani per le vacanze di questa estate. Considerando che 2 anni fa mare non ne ho visto per niente e l’anno scorso mi sono venute le placche alla gola, questa estate vediamo se riesco a prendermi un po’ di sole
Per la vostra felicita’ vi lascio con una foto del party in maschera di sabato scorso. Il tema era anni 70/80, ma come potete vedere c’e’ stata qualche variazione di sorta.

Vediamo se riuscite ad indovinare chi sono io
Navigando fra i vari blog di italiani a Dublino, direi che alcuni di questi non fanno altro che confermare l’idea che mi sono fatta dell’italiano medio in quel di Dublin. Avevo scritto un post a suo tempo (nel lontano agosto 2006) ma noto che dopo pu’ di un anno le cose non sono affatto cambiate.
Quindi mi sembrava giusto, in un momento di fancazzismo assoluto, dedicare un post all’italiano che viene a Dublino per un periodo di tempo che varia da 1 settimana ai 6/8 mesi, e che io considero turista sotto le false spoglie di emigrato.
Cibo
L’italiano medio schiva e schifa ogni forma di cibo irlandese, lo stew, le chicken wings, le salsine sull’insalata, la maionese sul pane o sulla pizza, il pollo col riso.
L’italiano medio va a mangiare solo e soltanto in ristoranti tipicamente italiani, dove servono cucina italiana, dove importano il cibo dall’Italia, dove tutta la scala reale parla italiano.
L’italiano medio fa la spesa solo in certi tipi di supermercati e cerca di comprare cibo che abbia una qual sonoritá con la sua relativa traduzione in italiano.
L’italiano medio beve solo vini di produzione italiana.
L’italiano medio fa continui paragoni fra il modo di cucinare nei ristoranti irlandesi e quelli italiani (!?!).
Abbigliamento
L’italiano medio si aggira per le vie di Dublino con occhialoni neri (da notare che li portano anche quando piove o e’ nuvoloso…) delle seguenti marche: Dolce e Gabbana, Gucci, Armani, Yves Saint Laureen, Fendi, Chanel, Prada, jeans all’ultima moda, maglietta nera e giacca di pelle.
Amici
L’italiano medio cerca di frequentare stranieri, ma a causa della sua scarsa conoscenza della lingua inglese finisce per frequentare solo italiani o spagnoli. Se é laureato preferisce italiani laureati.
Oltretutto ha un astio incontrollabile contro i call centre e coloro che vi lavorano, avanzando la scusa che lavorando in un call centre non si puo’ mica imparare l’inglese, ma alla fine scopri che ci lavora anche lui….
Tipi di approccio alle idee altrui
L’italiano medio dice sempre di no. Non perché ha cognizione di quello che dice, ma perché pur di darsi un tono, deve dire qualcosa prima di pensare, ma sopratutto qualcosa che sia ad effetto. Pur di sparare a raffica e farsi sentire, l’italiano medio dice cose a caso, emette sentenze, crede di avere lo scettro della ragione, non ascolta gli altri e non é interessato ad ascoltare, l’unica cosa importante é parlare.
Donne
I locali che frequentano la maggior parte dei maschi italiani medi che vivono a Dublin da meno di sei mesi (ma in certi casi anche fino ad un anno) sono:
- Dakota
- Café en Seine
- Turks Head
- Zanzibar
-
-
Il tutto non perché la musica (esclusivamente commerciale) sia bella o il locale spettacolare, ma perché sono i locali dove si rimorchia piú facilmente a Dublino, e l’italiano medio esce nel week end con la sola idea di ubriacarsi e di portarsi a casa l’irlandese di turno che, a volte ignara di quel che sta succedendo perché troppo imbevuta di alcool, si lascia ammaliare dallo charme del nostro maschio mediterraneo.
Un giorno un mio ex collega (che dopo esser passato dall’Australia, essere poi andato a Londra per approdare finalmente in Canada) raccontava che un sabato sera, in preda al delirio totale, e’ tornato a casa con una dolce fanciulla conosciuta in un locale.
Quando la mattina si e’ svegliato, alla visione della bella addormentata al suo fianco gli e’ preso un colpo! Non tanto per il fatto che stesse dormendo con qualcuno, ma perché dice che questa ragazza non fosse proprio una venere. Cosí l’ha sbattuta fuori di casa.
Che tristezza.
C’era una volta una dolce fanciulla, che dalla irridente e solare Siracusa decise di spostarsi nella sempre irridente ma meno solare Dublino.
Questa dolce fanciulla aveva un sogno nel cassetto. Il suo sogno era di rifarsi una vita, conoscere gente nuova, imparare l’inglese, estendere la sua visione delle cose. Cosi’, in un giorno di pioggia, per non dire in un giorno di bufera, con la sua piccola valigia si imbarco’ su un volo di sola andata per Dublin.
Sono passati ben 26 mesi da quel giorno e oggi, mi ritrovo ancora qua, con le mie incertezze a dover investire nuovamente su me stessa. Dopo aver passato un periodo in cui Dublino era magnifica l’Italia faceva schifo e un periodo dove l’Italia e’ magnifica e Dublino fa veramente schifo (thx AOC), riemergo dalle ceneri e cerco in Dublino cio’ che mi aveva stupito e affascinato la prima volta.
Dopo tanti anni la visione delle cose cambia, e anche la vita, sebbene vissuta in un’altra citta’, diventa routine. E mi ritrovo a vivere alcune delle cose per le quali ero scappata dall’Italia. E’ dunque arrivato il momento di fermarsi e di capire dove voglio arrivare. La mia propensione e’ saltare da una cosa all’altra, lasciando tutto incompleto alle mie spalle. Sono stati due i motivi che mi hanno spinto a non saltellare via da questa citta’, e questi motivi non sono ne’ il mio lavoro ne’ l’atmosfera irlandese. Chi mi conosce, forse lo sa.
Sto rivalutando tutto, da cima a fondo. Mi sono prefissata almeno altri 2 anni in questa citta’, il che vuol dire che ho 2 scelte:
o piangermi addosso
o godermela fino in fondo
Scelgo la seconda, che e’ quella che mi piace di piu’.
E adesso, in grande stile, vi presento l’origine del mio primo nick, barbylucedistelle.

Lo spot, in italiano, lo trovate qui
Si avvertono i gentili lettori che i toni di questo post potranno essere un po’ accesi e per quelli follemente innamorati dell’Irlanda sappiate che ci sono scritte cose che possono stravolgere il vostro apparato digerente causandovi problemi anche durante il sonno.
Tutto ebbe inizio quando decisi di ritornare a far parte di un forum online popolato dall’amore che gli italiani hanno per l’Irlanda. Il suddetto forum e’ Altrairlanda. Dico che decisi di tornarne a fare parte in quanto per 2 anni ho usato un nick diverso, ma di necessita’ virtu’.
Do un’occhiata ai vari post, sempre utilissimi e direi anche con qualche nuova infomazione, anche se molte volte si ripetono sempre le stesse domande:
- cosa devo fare per trovare lavoro a Dublino
- cosa e’ il PPS Nr
- le tasse si pagano in Italia o in Irlanda
- ecc
tutte domande che i moderatori reindirizzano sapientemente nei giusti thread.
Ultimamente, a seguito della venuta di un certo Beppe Severgnini a Dublino e di una lettera aperta e firmata a lui inviata e pubblicata su il Corriere (qui) si sono aperte innumerevoli discussioni a causa di un blog citato nella lettera. Scopo del blogger e’ di spalare merda e fango su una citta’ che tantissimi turisti (e non?) definiscono meravigliosa:
Dublino.
Il blog, che non a caso si intitola Living in Barbaropoli, mette in risalto tutto cio’ che non va a Dublino, sanita’, mezzi pubblici, cartelli stradali, livello di criminalita’, tasso alcoolico degli irlandesi (ops, dei dublinesi per carita’ qui non si fa di tutta l’erba un fascio), banche, politica, cultura, pulizia delle strade, droghe e altro. Scorrendo fra le pagine del blog, sebbene alcuni post possano essere ironici, si denota una costante denuncia della inesistente qualita’ della vita nella capitale della verde Irlanda. Il tutto corredato da immagini sapientemente scattate dalla mano del narratore.
Secondo il mio modestissimo parere ognuno, nel proprio blog, parla di cio’ che piu’ gli piace. Internet e’ tempestata di pagine e pagine piene di caratteri che trattano i piu’ disparati argomenti. Non capisco dunque che fastidio questa persona dia alla comunita’ italiana in Irlanda (e in Italia).
Ecco alcuni dei commenti rilasciati nel suo blog:
Ma il blog trova anche molti consensi. Eccovene uno in particolare:
Per quale motivo c’e’ un accanimento tale contro gli scrittori di questo blog? fra i vari commenti ho letto anche un invito ad andarsene e a togliersi dai coglioni. Le persone che scrivono non mi sembrano stupide, in quanto si avvalgono di fatti documentati. Ci sono persone di azione, pronte a mandare tutto a fare in culo e a cambiare vita, e ci sono persone che o non possono spostarsi per i piu’ svariati motivi, o non vogliono spostarsi. In entrambi i casi, nessuno vieta loro di continuare a spalare merda dove piu’ gli piace.
E allora? Qual’e’ il problema? Ma a noi che ce ne frega se qualcuno decide di uscire dal coro e andare contro corrente? Se questa (o queste) persone si sfogano affidando al loro blog le loro impressioni o preoccupazioni, embe’? ma non saranno mica cazzi loro? O devono dare conto a qualcuno? A me sembra che sia piu’ alta la stupidita’ di coloro che continuano a commentare contro queste persone piuttosto che loro che continuano a scrivere quello che gli pare.
Tra l’altro vi invito a leggere qui quello che mi e’ stato detto solo per aver preso “le difese” di questo blogger.
Ai posteri l’ardua sentenza.
Sono in Italia. Sono arrivata ieri. Le notizie predominanti, alla televisione, sono la morte di Gabriele e di Meredith.
Appena arrivata ho subito pensato che sarei voluta tornare a vivere in Italia. Per parlare la mia lingua, per vedere il sole, per l’aria secca e senza vento che si contrappone al tempo umido e ventoso di Dublino. Poi oggi ho fatto un giro, in uno shopping centre della citta’. E sono rimasta come imbambolata. Imbambolata nel vedere noi italiani narcotizzati dalle marche, dagli stilisti, dalla moda, figli del consumismo. Non dobbiamo sforzarci di pensare, le grandi marche lo fanno per noi. Indossiamo le scarpe col tacco a spillo, gli stessi occhiali da vista, compriamo il monitor LCD 32 pollici e il cellulare che fa tutto, anche il caffe’ nelle emergenze. Possediamo tutto e quando ci stanchiamo possiamo cambiare e trovare qualcos’altro che ci aggrada di piu’, e se pensiamo di aver sbagliato acquisto, chi se ne frega possiamo farne due o tre scelte, a qualsiasi prezzo.
Estendiamo questa cosa alle relazioni interpersonali. Il mercato offre veramente tutto. Se mi stanco di stare con la mia ragazza, con il mio ragazzo, chi se ne frega, tanto basta che alzo il telefono e faccio qualche chiamata, o inizio a farmi vedere in giro, che subito trovo altro. Spargo la voce che sono arrivata in citta’ e subito i miei ex si fanno vivi. Andiamo a cena fuori? A prendere un’aperitivo? Ti frequenti con qualcuno a Dublino? Beh, mica ti sto chiedendo di venire a letto con me (per ora). Che voglia posso avere di impegnarmi, di mettermi in gioco, di organizzare il mio tempo per incontrarmi con il tempo del mio lui? Litighiamo troppo spesso? Cambio. Si esce da soli, si fanno i viaggi da soli, con i propri amici, e se nella compagnia c’e’ un personaggio che mi molesta chi se ne frega, tanto i giovani di oggi sono cosi’, sono espansivi, ti mettono le mani ovunque, ti toccano sopra e sotto, ti palpano, ridono con la scusa che hanno bevuto un bicchiere di birra in piu’. E intanto tu ti diverti, e pure loro. E l’altra meta’..? Io intanto ho passato il mio tempo allegramente, poi quando torno a casa si vede, d’altronde non l’ho mica tradito, mica sono stata a letto con qualcun’altro.
Che il ragionamento funzioni o meno non sta a me deciderlo. Fatto sta che io sento l’esigenza di impegnarmi, di lasciarmi andare, di farmi conoscere, di avere un rapporto sereno e profondo con l’altra persona, con la quale posso aprirmi e confidarmi, perche’ sono sicura che non mi fara’ del male, il male che dico io.
Oggi sfatiamo uno dei miti che vanno per la maggiore tra gli italiani che vengono in vacanza (in quanto per un periodo al di sotto di 1 si tratta cmq di turismo) a Dublino:
le irlandesi sono delle fighe e la danno a chiunque.
Non e’ assolutamente vero, cari italiani, vi sbagliate di grosso.
A Dublino non esiste la “figa” irlandese. Nel senso. Le irlandesi, quando sono moooolto giovani, al di sotto dei18 anni intendo, si possono ancora guardare. Hanno una pelle stupenda, alcune sono veramente ma veramente belle. Sembrano delle barbie. Ma sto parlando di una minoranza, che, facendo riferimento ai canoni di bellezza italiani, si riduce ad 1 ragazza su 60. Il resto non si puo’ guardare.
1. tenere in mente come vestono le irlandesi. A parte il week end, dove girano tutte nude, durante la settimana il vestito piu’ in voga e’ la tuta comprata al penneys
2. tenere in mente il peso. Le ragazze irlandesi non sono assolutamente magre. Una ricerca afferma che loro abbiano le tette piu’ grosse delle loro coetanee europee, ma cio’ non toglie che sono tutte rotonde, non solo nella parte alta del corpo (a scanso di equivoci intendo culo e panza)
3. Livello alcolico del week end. La maggior parte delle ragazze irlandesi finisce a vomitare addosso ad un muro (se non addosso al malcapitato di turno)
4. Non la danno via al primo che passa. Sono veramente ma veramente difficili, e se non sapete come adescarle ce ne vorra’ del tempo prima che vi degnino anche di uno sguardo!!!
Quindi, prima di venire a Dublin nella speranza che la figa sia facile, intervistate un po’ coloro che a Dublino ci sono gia’ stati!!!!!!
Quasi un mese fa ho compiuto due anni di vita dublinese. E sono volati.
Ieri sera tornavo a casa dopo una cena fra amici e pensavo al primo mese che ho trascorso qui alla ricerca di un lavoro, combattendo per capire un accento e una pronuncia del tutto sconosciuta e incomprensibile, fermando le persone per strada con la scusa di chiedere informazioni al fine di rendere piú familiari i suoni, conoscendo persone che poi non ho piú rivisto o con la quale mi sono trovata a lavorare.
Pensavo che all’inizio mi ero interstardita a frequentare solo persone del luogo o persone che parlassero un decente inglese. Scampavo a piu’ non posso da qualsiasi essere che parlasse l’italiano. Un po’ per un rifiuto generico verso l’Italia e gli italiani in generale, un po’ perche’ pensavo che solo frequentando persone di altri paesi avrei migliorato la lingua inglese. Adesso invece, a parte al lavoro, frequento solo italiani. E ne sono fiera. A volte mi sembra di essere ancora a Roma, e di usciere con i miei amici, in quanto rivivo la stessa familiarita’ che vivevo in Italia. E ne sono contenta.
Ricordo ancora il sole splendente che c’era a Dublino il giorno in cui sono arrivata, l’amica che mi ha ospitato, quando ho conosciuto O’Connor, quando siamo andati al Phoenix Park e al 40foot, il primo meeting di altrairlanda e quando sono scivolata sul bagnato fracassandomi la caviglia a 3 giorni dal primo lavoro; quando sono andata al colloquio di lavoro in minigonna e quando ci sono andata senza un filo di voce. Quando ho conosciuto i miei futuri coinquilini, la ricerca della casa sotto una pioggia torrenziale, la prima volta che ho guidato una macchina qui a Dublin. Il primo anno é stato vissuto intensamente. Pieno di sorprese, piaceri e dispiaceri, che mi hanno aiutata a crescere e a conoscere sempre piú me stessa.
Rifarei tutto quello che ho fatto. Dall’inizio alla fine.
Il secondo anno invece e’ stato l’anno in cui ho tirato le somme. L’anno in cui ho deciso cosa avrei dovuto fare della mia vita e del tempo a venire. Ho deciso di iscrivermi all’universita’. L’anno in cui ho avuto piu’ promozioni e in cui il lavoro svolto mi e’ stato riconosciuto. E’ stato l’anno in cui ho finalmente iniziato a lavorare usando la lingua inglese. E alla fine ti rendi conto che la lingua e’ solo un modo di chiamare e descrivere le cose con un suono diverso.
E dopo due anni sono ancora qui, sempre in gioco, pronta ad affrontare le sfide che questa cittá mi pone davanti
Nessuno sfugge alla prima impressione. In siciliano si dice “o fatt’annomina e bo cucchiti” che letteralmente tradotto significa: fatti la nomina e vatti a coricare, cioé dopo che le persone si sono fatte una certa opinione su di te risulta difficile far cambiare loro idea.
Questo l’ho riscontrato su me stessa in entrambe le direzioni, come oggetto del giudizio e come soggetto giudicante.
Per quanto possiamo essere aperti di mente capita a tutti di farsi un’opinione su qualcuno a primo incontro, per poi constatare che tale opinione non rispecchia la realtá. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo “beh, io non mi sbaglio mai, la mia impressione é sempre corretta”, ma questo tipo di affermazione é dettata da una sorta di convinzioni personali che non sto qui a discutere.
La cosa piú buffa é quando ci facciamo delle impressioni (sia fisiche che caratteriali) di coloro che scrivono su internet. La mente umana vola, viaggia. Quando leggiamo, vediamo (almeno questo é quello che succede a me) la persona che scrive il messaggio, l’immaginiamo davanti al computer, a casa, al lavoro, in un internet point, immaginiamo il colore degli occhi, dei capelli, il suo stato d’animo….Poi magari vediamo quella persona in foto o di presenza e realizziamo che l’idea che ci eravamo fatti é totalmente diversa. Quando leggiamo un libro immaginiamo colori, suoni, ambienti, volti, atteggiamenti. Poi che da un libro possa nascere un film che soddisfi o meno le nostre aspettative, la cosa come nasce muore, e si rifá al nostro gusto personale. Nel caso delle relazioni interpersonali la cosa diventa piú complessa, perché l’idea che ti eri fatto di quella persona diventa realtá e con la realtá devi interagire…..
Mi é capitato piú volte di conoscere di presenza qualcuno che avevo conosciuto precedentemente via internet ed ogni volta é sempre una scoperta.
Picciotti, siccome siamo esseri in movimento e io proprio ferma non ci so stare, sabato 14/10 parto alle volte di Parigi con la mia supermacchinetta fotografica.
Sono troppo contenta. Non ci sono mai stata. L’unica cosa che vorrei vedere al Louvre é la Mona Lisa anche conosciuta come la Gioconda di Leonardo da Vinci. Non perché non mi interessino le altre opere, ma perché non ci possiamo chiudere 3 giorni lí dentro, ci sono tante altre cose da vedere e quindi va fatta una scelta.
Per avere maggiori informazioni in merito cliccate qui
Ovviamente a presto tutte le foto.
Per quanto riguarda quel di Dublin direi che piano piano si sistema tutto. Ogni cosa ha un suo posto, come in un grande puzzle. Le persone che incontri, i posti che visiti, le scelte che fai, volente o nolente hanno un loro significato. Sebbene all’inizio possano sembrare di nessuna importanza o di importana negativa, poi scopri che un loro significato positivo nella tua vita ce l’hanno. Il bello é quando credi di avere incastrato il pezzo giusto nel posto giusto, tutto sembra combaciare, ma poi ti accorgi che le sfumature di colore tra di loro stonano e che magari devi posizionare quel tassello in un altro posto e in un altro momento.
Vedremo dunque cosa ci riserva il futuro, sempre pieno di sorprese e intanto godiamoci i momenti che viviamo.