Gomorra
Nov 23rd, 2008 Posted in impressioni, italia, societa' | 23 comments »Che merda.
Oggi e’ un’altra di quelle giornate poco busy, dove il lavoro arriva a singhiozzi e si deve inventare qualcosa pur di tenersi impegnati.
Ovviamente mangiare ogni mezz’ora non e’ l’ideale, quindi ho fatto sparire dalla vista dei biscotti al cioccolato e noci (buonissimi) proprio per evitare di cadere in tentazione.
Sempre parlando di cibo, ieri sera ho cucinato la pasta sfoglia ripiena di broccoli e salsiccia. Spettacolare! La sfoglia la trovate in rotoli da M&S, mi pare costi 1.95€ mentre il condimento lo dovete fare voi. La prossima volta voglio fare il ripieno con cipolla e cheddar, chissa’ come viene
Stamattina invece, mentre facevo colazione con una mia collega, mi salta all’occhio una notizia fresca fresca pubblicata a pagina 28 dell’Irish Indipendent. La notizia titola come segue:
Arrivederci Alitalia! Why I will never fly with you again (by Kevin Myers)
Se cliccate sul titolo arrivate all’articolo pubblicato sul web.
Sorvoliamo la prima minchiatona, e cioe’ che l’unica rivale dell’Alitalia sul volo Londra – Catania e’ la compagnia British Airways. Forse Meyers, da bravo giornalista qual’e', non sa che anche Airmalta vola sulla stessa tratta, ma andiamo avanti.
Il giornalista spiega le motivazioni che non lo porteranno a scegliere Alitalia in futuro. Fra queste il fatto che sui voli Alitalia non servono alcolici…. Infatti l’hostess a quanto pare ha rifiutato di servire del gin e poi del vino, bianco o rosso che era. Che cosa disdicevole!!! E pensare che la prima volta che ho visto dell’alcool su un aereo e’ stato su quello di una compagnia irlandese chiesto appunto da irlandesi.
Ma andiamo avanti.
La cosa che piu’ mi ha dato i nervi e’ stato questo trafiletto:
But what about Sicily itself? Well, if you like thousands of apartment complexes with bare, unplastered breeze-block walls, the cement unsmoothed and squished out, like cream on a badly-made cake of battleship-grey; if you want to be amongst people who smile as often as a visit from Halley’s comet; if you enjoy negotiating your way through snarling traffic, in which one car-in-four is apparently a hideously-scarred survivor of a severe collision; if you want to see most open plots of urban land serving as informal rubbish-dumps; if you enjoy the prospect of scores of mafia-controlled sex-slaves from Africa touting for business, in broad daylight, on the road beside Catania’s main tip-head, beside the condom-strewn bushes where the merry deeds are done; and if you yearn to be in a society where fortunes are spent on personal appearance — humble Catania has many more upmarket designer shops than does Dublin — while apparently nothing whatever is invested in public aesthetics, then Sicily is clearly the place for you.
Questa persona si permette di criticare il modo in cui i palazzi sono costruiti in Sicilia, quando qui in Irlanda se cerco di piantare un chiodo in un muro rischio di trovarmelo addosso, non il chiodo ma tutto il muro ahime’, e dove non sanno nemmeno come si costruisce un palazzo per farlo durare 20 anni minimo!
Posso capire che guidare in Sicilia sia come guidare in una giungla, vige la legge del piu’ forte, e sono d’accordo che venendo da un paese dove si fa la fila per tutto e se al semaforo verde il primo della fila aspetta che diventi arancione prima di passare nessuno gli suona il clacson dietro, guidare in Italia sia terrificante, ma non mi si venga a parlare delle prostitute, quando e’ ben noto che se ne vedono molte bazzicare sul gran canal e su merrion square a Dublino!!!! Per non parlare dei condom per strada!!!
Posso anche essere d’accordo sul fatto che in Italia si spendano piu’ soldi di quelli che si hanno in vestiti, macchine, ecc, facendosi fare prestiti che poi si ripagano a fatica, ma il fatto di venire criticati da un irlandese ubriacone che pensa a bere dalla mattina alla sera e che vive in un paese dove hanno fatto fortuna anche grazie all’immigrazione e non sa cosa vuol dire vivere fra solide mura e non hanno il minimo gusto nell’abbigliamento mi fa salire veramente i nervi! E non parlo del fatto che in Irlanda non interessa a nessuno come ti vesti, ma che non e’ possibile trovare vestiti o scarpe decenti in nessun negozio!!
I returned home from Europe’s southernmost island to its westernmost, with a song in my heart. Recession or no, we should count our blessings.
Stattene a casa tua, ubriacone che non sei altro!!!
Ebbene si, imperterriti quelli (anzi quello) dell’ambasciata risponde senza nemmeno scusarsi per avermi fatto perdere del tempo, non si e’ nemmeno posto la domanda se e’ vero che la persona che ha bisogno del certificato e’ iscritta all’AIRE:
Re: birth certificate
From: Ambasciata d’Italia Dublino – Cancelleria Consolare (consolare.ambdublino@esteri.it)
Sent: 15 August 2008 12:11:53
To: Me
L’estratto dell’atto di nascita per gli iscritti AIRE si rilascia al momento. Se lo specificava prima le avrei dato l’informazione corretta.To: Ambasciata d’Italia Dublino – Cancelleria Consolare
Sent: Friday, August 15, 2008 12:17 PM
Subject: RE: birth certificateIo le ho fatto una semplicissima domanda, in quanto la mia domanda non si riferiva all’iscrizione all’Aire, ma al rilascio di un certificato di nascita.
Se avesse avuto dei dubbi, avrebbe potuto chiedere se era per me o meno, avremmo risolto la cosa immediatamente.Grazie comunque per l’informazione
Re: birth certificate
From: Ambasciata d’Italia Dublino – Cancelleria Consolare (consolare.ambdublino@esteri.it)
Sent: 15 August 2008 12:56:04
To: Me
gentile Sig.ra,
di solito cerchiamo di dare informazioni piu’ complete possibile. Se una persona mi pone un quesito io penso (logicamente) che la questione la riguarda personalmente e allora cerco di essere il piu’ preciso possibile. Lei, non essendo iscritta AIRE, ha avuto un tipo di risposta. Se avesse specificato subito che Lei scriveva “on behalf” di un’altra persona iscritta AIRE avrei risposto diversamente.
Buon ferragosto e buon fine settimanaRE: birth certificate
Sent: 15 August 2008 13:03:56
To: Ambasciata d’Italia Dublino – Cancelleria Consolare (consolare.ambdublino@esteri.it)
Gentile signore,invece di pensare, dovrebbe semplicemente rispondere alle domande che le vengono poste. Questo si chiama customer care. Un buon customer care, che era quello che mi sarei aspettata, avrebbe risposto prima alla mia semplice domanda (rilascio di un certificato di nascita) e poi eventualmente aggiunto tutte le presupposizioni che lei si era fatto leggendo la mia domanda.
Ha dato una risposta sbagliata, quanto meno poteva scusarsi del tempo che mi ha fatto perdere.
Grazie, buon ferragosto e buon fine settimana anche a lei.
Barbara
Alla fine ce l’ha fatta a rispondermi, ma per quale motivo doveva passare una settimana quando era una semplicissima domanda la mia? E si vanta pure di dare informazioni complete, quando ha risposto alla mia domanda solo alla sua decima email!!!!
Ciao a tutti dalla Sicilia
ebbene sì, come dimostrano le vocali accentate sono tornata in Italia… no no, non per sempre, non temete, solo per le feste di Pasqua, fra una settimana torno a Dublino (à è ì ò ù ahhahaha che sono belle le vocali accentateee).
Le news del momento sono che fra ieri e oggi ho fatto un giro per negozi, e l’abbigliamento e gli accessori che ho visto esposti non si possono raccontare, tanto che mi sono disorientata e con la confusione spazio-temporale Siracusa-Dublino ho detto a tutte le commesse “ci faccio un pensierino e in caso torno”. Arrivederci e grazie.
Il discorso è che qui a Siracusa, tutto quello che a Dublino vedi rinchiuso nel grande magazzino di Brown Thomas, qui lo vedi sparso non solo nei negozi della città, ma anche addosso alle persone. Persino una mia grandissima amica, che della moda non gliene fregava un tubo, adesso veste tutta firmata (Alviero Martini, Gucci, and so on).
Mia mamma, quando mi ha visto all’aereoporto, conoscendo il mio passato da spendacciona e fan delle grandi firme, si è meravigliata. Io le ho spiegato che a Dublino onestamente sebbene non faccio molto caso alla moda (o comunque all’eleganza), sono sempre vestita meglio di qualunque altro, e che la maggior parte della popolazione esce in tuta o in pigiama e ciabatte. E mia mamma mi ha imbrottato con un “Barbara, ma qui non siamo mica fra gli zulù, quindi quando vieni ti devi vestire bene” (dove bene sta per elegante).
Quindi in questi giorni ne approfitto e mi faccio fare i regali di Natale, di compleanno e di Pasqua, e vado a svaligiare un pò di negozi
A parte questo, la situazione lavorativa è pessima. Con chiunque parlo, sento dire che a stento si arriva a fine mese, che lo stato ammazza con le tasse, che il salario più alto fino adesso sentito è pari a 1300 Euro, che fondamentalmente si muore di fame. Quindi se prima avevo una mezza idea di tornare, magari più o meno tardi, in quel di Sicilia, adesso questa idea mi è passata del tutto.
Ora vi saluto che vado a trovare la mia migliore amica col suo pargolo di 2 anni e mezzo (gioia mia).
Baciamo le mani,
B.
Ieri sera, pubbata di irlandando tenutasi al pub O’Neill.
Eravamo circa una ventina, e a sentito dire non erano mai stati cosi’ tanti (sara’ stata la mia presenza.. ahah). Comunque, la serata stava andando moolto bene, quando ad un certo punto, non so chi, ha fatto scoppiare la scintilla della discussione politica. Al che, vedendo la carta mala pigghiata (come si dice in siciliano) ho cambiato tavolo molto felicemente, e senza farmelo ripetere 2 volte, lasciando posto a chi voleva dar voce ai propri pensieri e ideali, dato che tutto volevo tranne che farmi coinvolgere in discussioni sterili e che comunque sapevo a priori sarebbero diventate solo un urlarsi contro, un non ascoltarsi e un voler a tutti costi imporre il proprio modo di vedere e pensare. Ma si sa, in politica tutto e’ concesso, e se abbiamo dei politicanti che si scannano in parlamento, perche’ non lo possiamo fare noi piccoli immigrati in Irlanda?
Quindi mi accomodo nel tavolo seguente, pensando di averla scampata, ma per cause di forza maggiore, la discussione politica mi segue anche la’ e dopo i miei estremi sforzi di tenermene lontana, purtroppo mi sono fatta coinvolgere.
Non intratterro’ il mio pubblico con i dettagli, diro’ solo che ad un certo punto, per le urla che un membro del gruppo in particolare lanciava verso qualcun’altro, i gestori del pub hanno spento la luce un paio di volte al fine di sedare la sommossa! Niente da fare. Imperterriti fino alla morte. Al che, stufa di quello che stava succedendo davanti ai miei occhi, ho deciso di alzarmi e mi sono dileguata per un paio di minuti, cosa che ha messo finalmente a tacere gli animi caldi della serata.
Ritengo che per quanto uno possa dire delle cose sensate, l’arroganza e la prepotenza con la quale queste cose vengono dette, usando addirittura termini offensivi verso i propri interlocutori, produce l’effetto contrario in chi ascolta, e non si ha piu’ comunicazione, ma lite furibonda fra i pochi supersisti che si sentono di intervenire.
Se la politica e’ questa, preferisco tenermene al di fuori e se andro’ a votare, terro’ anche conto di questo.
Da quando il New York Times ha deciso di pubblicare il quotidiano per intero su internet, e’ diventata un esplosione di commenti provenienti da tutte le parti del mondo. Ovviamente non potevano mancare commenti agli articoli che il suddetto giornale scrive sull’Italia e gli italiani, quindi stamattina, non appena arrivata al lavoro, apro la mia casella di posta elettronica e mi trovo un bel messaggio da parte di una mia collega tedesca con un link e la seguente dicitura:
I got this this morning and thought it was quite interesting… if you’re ever bored…Come se avesse fatto la scoperta dell’acqua calda (non posso dire dell’America in quanto il giornale viene distribuito in America) il NYT in un articolo del 13/12/2007 sostiene che gli italiani non sono affatto contenti della situazione economico/politica/culturale del paese in cui vivono, che il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vivono ancora a casa con i genitori prolungando cosi’ la loro improduttiva adolescenza, che le menti piu’ vivaci emigrano verso terre piu’ fruttuose, cosi’ come succedeva anni fa con quelli piu’ poveri, che quando Berlusconi lascio’ la presidenza la crescita economica del paese era pari a 0, che sono aumentati i divorzi, diminuite le nascite, cita Veltroni, il quale pare abbia affermato che in Italia c’e’ piu’ paura che speranza.
Il NYT prosegue dicendo che la scena pubblica (quelli che si vedono in televisione) e’ popolata da vecchiume, vedi ad esempio l’eta’ di Prodi, di Berlusconi, dei presentatori di Miss Italia….
Continuando a leggere, purtroppo, mi rendo conto che non gli si puo’ dare torto, e che l’articolo descrive perfettamente la situazione italiana.
Lo trovate qui
In Italia, una donna di 47 anni viene strozzata dal marito in quanto voleva uscire in pigiama.
A Dublino numerosissime ragazze irlandesi (ma anche straniere, magari prese dalla moda..) vanno a fare la spesa in pigiama, a fare shopping in pigiama, accompagnano i figli all’asilo in pigiama, guidano in pigiama and so forth. Le incontri ovunque, da Eason, Penneys, Lidl, Tesco, Spar, dal parrucchiere, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Pigiami oltretutto accompagnati da amorevoli ciabattine variopinte, invernali, estive, da piscina, con i pon pon, con pupazzi, di plastica.
In questa citta’ ci dovrebbe essere uno sterminio generale allora?
Tornata. E’ stato veramente un immergersi nel passato, dopo due anni che non visitavo determinati luoghi della mia fanciullezza.
Assurdo vedere come crescono le persone, la vita che fanno, le relazioni che tessono. Ed e’ ancora piu’ strano immergersi solo per pochi attimi nella loro vita e pensare che avrebbe potuto essere anche la mia, che avrei potuto essere ancora li’ con loro, e chissa’ che tipo di lavoro avrei fatto, che relazioni avrei tessuto e che tipo di vita avrei condotto. Mi e’ venuta un po di malinconia e mi sono interrogata su come ho vissuto gli anni spesi in quella citta’. Se l’ho vissuta in pieno o se me la sono fatta scivolare di mano.
Ho avuto molto tempo a disposizione e ne ho approfittato per leggere e per portare avanti il libro che sto scrivendo. Sono ancora nella fase iniziale, a dire il vero, nella fase in cui raccolgo tutte le informazioni che mi serviranno per la stesura del testo. Questo vuol dire lista di nomi, lista di possibili scenari, abbigliamento, caratteristiche fisiche dei personaggi, caratteristiche psicologiche, gusti, preferenze, cibo, per non dovermi fermare nel bel mezzo del mio racconto, proprio quando ho bisogno di sapere come far interagire i miei personaggi con cio’ che li circonda.
E’ un’impresa ardua, ci vuole veramente tanta pazienza e dedizione. Una volta ho letto che il lavoro dello scrittore e’ un lavoro “in solitaria”, che ogni momento e’ prezioso e che il migliore amico dello scrittore e’ il taccuino, dove annotare qualsiasi idea per poterla utilizzare nella stesura del racconto.
Il mio viaggio e’ cominciato. Vedremo dove mi portera’.
Sono in Italia. Sono arrivata ieri. Le notizie predominanti, alla televisione, sono la morte di Gabriele e di Meredith.
Appena arrivata ho subito pensato che sarei voluta tornare a vivere in Italia. Per parlare la mia lingua, per vedere il sole, per l’aria secca e senza vento che si contrappone al tempo umido e ventoso di Dublino. Poi oggi ho fatto un giro, in uno shopping centre della citta’. E sono rimasta come imbambolata. Imbambolata nel vedere noi italiani narcotizzati dalle marche, dagli stilisti, dalla moda, figli del consumismo. Non dobbiamo sforzarci di pensare, le grandi marche lo fanno per noi. Indossiamo le scarpe col tacco a spillo, gli stessi occhiali da vista, compriamo il monitor LCD 32 pollici e il cellulare che fa tutto, anche il caffe’ nelle emergenze. Possediamo tutto e quando ci stanchiamo possiamo cambiare e trovare qualcos’altro che ci aggrada di piu’, e se pensiamo di aver sbagliato acquisto, chi se ne frega possiamo farne due o tre scelte, a qualsiasi prezzo.
Estendiamo questa cosa alle relazioni interpersonali. Il mercato offre veramente tutto. Se mi stanco di stare con la mia ragazza, con il mio ragazzo, chi se ne frega, tanto basta che alzo il telefono e faccio qualche chiamata, o inizio a farmi vedere in giro, che subito trovo altro. Spargo la voce che sono arrivata in citta’ e subito i miei ex si fanno vivi. Andiamo a cena fuori? A prendere un’aperitivo? Ti frequenti con qualcuno a Dublino? Beh, mica ti sto chiedendo di venire a letto con me (per ora). Che voglia posso avere di impegnarmi, di mettermi in gioco, di organizzare il mio tempo per incontrarmi con il tempo del mio lui? Litighiamo troppo spesso? Cambio. Si esce da soli, si fanno i viaggi da soli, con i propri amici, e se nella compagnia c’e’ un personaggio che mi molesta chi se ne frega, tanto i giovani di oggi sono cosi’, sono espansivi, ti mettono le mani ovunque, ti toccano sopra e sotto, ti palpano, ridono con la scusa che hanno bevuto un bicchiere di birra in piu’. E intanto tu ti diverti, e pure loro. E l’altra meta’..? Io intanto ho passato il mio tempo allegramente, poi quando torno a casa si vede, d’altronde non l’ho mica tradito, mica sono stata a letto con qualcun’altro.
Che il ragionamento funzioni o meno non sta a me deciderlo. Fatto sta che io sento l’esigenza di impegnarmi, di lasciarmi andare, di farmi conoscere, di avere un rapporto sereno e profondo con l’altra persona, con la quale posso aprirmi e confidarmi, perche’ sono sicura che non mi fara’ del male, il male che dico io.