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Nel primo venerdi’ di aprile

Apr 3rd, 2009 Posted in It's just me, Love & Relationships, lavoro | 12 comments »

Ignoro se ci siano ancora lettori per il mio blog, che mi vede aggiornarlo a singhiozzi causa mancanza di tempo.
Facebook ha divorato ormai quasi tutti, dico quasi perche’ ancora un paio di persone della mia ristretta cerchia di amici che non e’ iscritto c’e', ma e’ molto piu’ facile aggiornare il proprio status in un paio di secondi, che sedersi e prendere mezz’ora del proprio tempo per scrivere un post.

La cosa che mi piace di FB e’ che effettivamente mi ha messo in contatto con gente che non vedevo/sentivo da secoli, amiche dell’infanzia, della scuola elementare, superiore, ma anche cugini, parenti, con la quale avevo perso completamente i contatti. E devo dire che fa veramente piacere scambiarsi qualche battuta ogni tanto, ridere condividendo un’immagine o un video, trovare qualcosa su cui fare comunella. Diventa una reazione a catena. La cosa che mi sciocca di piu’ e’ leggere gli status dei miei contatti irlandesi. Non ve li cito per motivi di privacy, ma c’e’ specialmente una ragazza parla in continuazione di vodka, guinness, alchool a fiumi, ecc. Ognuno fa quello che vuole, e per fortuna gli irlandesi non sono tutti cosi’, ma a me certi commenti mi scioccano veramente.

Parlando d’altro, devo dire che sto anche disertando la lettura degli altri bloggers italiani in irlanda (non me ne vogliate) salvo per poi leggerli quando qualcuno mi avvisa che qualcosa di interessante e’ stato scritto.

Mi sono stancata di leggere di italiani che fanno la guerra fra di loro, di italiani che lasciano commenti offensivi e volgari, di italiani che si credono di essere diointerra solo perche’ sono andati a vivere in un’altra nazione (magari ero pure io cosi’ all’inizio, chi lo sa), di italiani che si credono di essere diointerra solo perche’ hanno deciso di restare in italia a combattere (alcuni, non tutti, a vegetare direi io), di italiani che nonostante vivono all’estero sono super informati su quello che succede in Italia, di italiani che vivono ancora in Italia e riempiono di insulti i blog di quelli che vivono all’estero solo perche’ non hanno i coglioni di partire.

Non e’ facile. Vivere all’estero. Non e’ facile. Vivere in Italia. Forse lo e’? Sicuramente e’ facile vivere ancora a casa di mamma e papa’ che passano i soldi per le sigarette, per la benzina per la macchina, per la cena fuori con amici, per i libri, tornare a casa e trovare tutto pulito e sistemato, la tavola apparecchiata, il letto rifatto, le magliette stirate.

Ho peccato e tante volte pecco di presunzione. Lo so. A volte credo che la mia piccola esperienza faccia statistica. Lo so. Siamo esseri in evoluzione, e quello che per me era importante appena arrivata in Irlanda (imparare benissimo l’inglese, fare parte di una cultura nella quale non sono cresciuta, non avere amici italiani ma solo irlandesi, tornare in Italia una volta all’anno) adesso sono superati, grazie all’universita’ non ho piu’ problemi con l’inglese, ho amici di tutte le nazionalita’, i miei colleghi del college, tutti irlandesi, sono i primi che mi aiutano e mi incoraggiano a scrivere i miei saggi e a consegnarli in tempo per la data stabilita, mi riempiono di affetto, ci aiutiamo a vicenda, sono delle persone veramente amabili e ora che mi sono ambientata, piano piano posso fare spazio a qualcosa di nuovo, che non sia l’esigenza di sentirmi parte di questo territorio.

Mi sono lamentata, in passato, pensando di non stare seminando niente, ma ho capito che la mia negativita’ era dovuta sopratutto ad una situazione lavorativa che da un punto di vista esterno e’ perfetta. Ottimo stipendio a fine mese, pensione pagata, assicurazione sanitaria pagata, 31 giorni di ferie l’anno, un manager che vive e lavora per 358 giorni all’anno in California, i restanti 7 giorni li passa nel nostro ufficio a Dublino, il che vuol dire che quando non c’e’ lui non dobbiamo fare finta di lavorare, anche quando c’e’ poco da fare.

Situazione lavorativa che da un punto di vista interno non e’ cosi’ soddisfacente. Quello che mi spinge a tenere duro e’ il tirocinio che pratico ormai da gennaio presso un centro giovanile nella mia citta’ che mi vede a contatto con quello che a mio avviso e’ una delle note distintive (passatemi la parola cortesemente) dell’irlanda: i knackers.

Il centro e’ frequentato da giovani dai 5 ai 19/20 anni. Vengono svolte tantissime attivita’ all’aperto, come kayaking, calcio, nuoto, ma anche al chiuso, come serata cinema, classi per imparare ad usare il computer, imparare a cucinare, a disegnare o fare attivita’ ricreative come giocare a biliardo o alle macchine delle sale giochi che sono state comprate appositamente per tenere i ragazzi in un ambiente sano piuttosto che mandarli nelle sale giochi vere dove a parte spendere una fortuna non si sa mai chi si possa incontrare. Il centro organizza anche gite a Mayo, nel Dingle, Connemara ecc.

Con un gruppetto di ragazze si e’ deciso di mettere in scena Grease, quindi abbiamo visto il film, letto lo script, sottolineato le varie parti che identificavano i vari vestiti o oggetti necessari e da mettere in scena.

Quando finisco di lavorare, nella grande multinazionale, anche se sono stanchissima, vado con piacere a lavorare come volontaria in questo centro, sia perche’ mi serve come tirocinio per i miei studi, sia perche’ mi sento piu’ a casa mia in un ambiente familiare come questo che in un ambiente asettico e apatico come quello che puo’ essere l’ufficio.

Entrare in contatto con questo centro mi sta facendo rivedere il tutto sotto un’ottica diversa anche se devo dire che la prima volta che ho visto uno dei ragazzi mi sono spaventata. Di fronte a me infatti avevo il knacker per eccellenza, quello che gira con la tuta grigia e il cappuccio in testa, quello che tutti pensano giri in branco con altri come lui pronto a creare disagi e ad aggredire le persone circostanti. Perche’ e’ questo quello a cui ho pensato appena li ho visti. Ma il fatto che c’erano altri 2 leader insieme a me mi ha tranquillizzato. Non mi sento ancora in grado di poter dare giudizi sul perche’ alcuni di loro agiscono in un certo modo, ma la mia impressione e’ che sia un meccanismo di difesa che si attiva in un ambiente in cui chi e’ piu’ forte sopravvive. Le ragazzine sono tutte in cerca di attenzioni e di affetto nei confronti delle tutor, ed i ragazzi sono anche socievoli, ma alcuni hanno bisogno di tempo prima di potersi fidare di un estraneo.

Dall’esterno puo’ sembrare assurda questa cosa, ma se riesco a fare una buona esperienza in questo centro, e’ anche probabile che abbandoni per sempre il lavoro d’ufficio (YupppYYYY) – Lory mi vieni in mente tu, che fai la stessa cosa mia alla mazzarrona!! ahhahahah

Comunque ora parliamo di altre cose…. Per il matrimonio e’ tutto pronto! Abbiamo anche fatto la promessa, ora stiamo solo aspettando che arrivi il grande giorno. Siamo ancora indecisi se andare in viaggio di nozze in Giappone o in Argentina, ma penso che faremo a testa o croce :D

Ora vi salutai. Quando avevo iniziato a scrivere questo post a Dublino splendeva il sole e si poteva uscire a maniche corte, ora si e’ messo a piovere e il cielo si e’ scurito.
Buon fine settimana a tutti, io penso studiero’ per i prossimi giorni, visto che ho 4 esami da dare entro un mese.

Update

Jan 27th, 2009 Posted in lavoro | 2 comments »

Un salutino veloce a tutti i miei fan ed una notizia di servizio: Ho aggiunto un nuovo termine inglese nella pagina “did you know it before”, potete andare a leggerlo direttamente la’. Inoltre, ho importato dal mio vecchio blog tutti i post scritti fra dicembre 2006 e ottobre 2007. Non erano stati importati precedentemente perche’ li avevo postati non su barbylucedistelle, ma su un altro blog, aperto in quel momento. Quindi Gizzo, tu che in un giorno in cui non avevi molto da fare ti sei letto tutto il mio blog dall’inizio alla fine (te ne sono grata), ora ti puoi aggiornare con i post che mancavano all’appello :D

Parlando di altro, quest’anno il mio corso di laurea prevede 55 ore di tirocinio presso una struttura pubblica e l’anno prossimo 110 ore di tiricinio in ospedale. Io inizio la prima seduta domani, in un centro per ragazzi che si trova downtown. Questo tirocinio segnera’ la svolta sia a livello personale che professionale. E’ vero che in Irlanda la tigre celtica e’ morta da tempo (poverina) ma e’ anche vero che c’e’ sempre piu’ bisogno di figure specializzate nel campo del sociale e sembra che l’offerta non eguagli la ricerca.

A proposito della tigre celtica, venerdi’ scorso abbiamo avuto un bel meeting di urgenza col nostro manager che si trova in california, il quale ha detto che il nostro team e’ stato purtroppo colpito dalla crisi. Cosi’ hanno licenziato una ragazza che era da loro da piu’ di 2 anni. Il mio manager ci ha rassicurato tantissimo, dicendoci che a dublino non e’ previsto nessun taglio del personale, ma io mi sento come se avessi una bella spada di damocle sulla testa, pronta per essere sganciata.

I boss della sede di dublino ripetono che non abbiamo di che preoccuparci, che finche’ c’e’ lavoro non c’e’ motivo di licenziarci, ma la mia preoccupazione e’ un’altra. Non tanto che finisca il lavoro qua, ma che decidano di trasportare il tutto da qua ad un’altra nazione, e poi vediamo chi decidera’ di tenere il lavoro o meno!

Ora vi saluto, domani sera se sono in forze vi racconto com’e’ andato il mio primo giorno di tirocinio!

Moving day e Ambasciata italiana a Dublino 1

Aug 15th, 2008 Posted in It's just me, lavoro | no comment »

Moving day on a working day?
La settimana scorsa qui al lavoro ci hanno comunicato che ci saremmo tutti spostati di desk, e nel mio caso in particolare, col mio team ci saremmo spostati di piano. Ebbene stamattina al lavoro aspettavamo quelli del facilities in quanto dovevano raccogliere tutte le nostre cose (impacchettate ieri) e spostarle da un piano all’altro. Nell’email c’era scritto 9am SHARP, ma alle 9:45am ancora non si vedeva nessuno, cosi’ un mio collega annoiato da questa cosa ha impacchettato tutta la sua roba, computer compreso, e ha fatto il trasloco da solo.
Non vi dico le scenette. Gente che accorreva per fregarsi le sedie ergonomiche, i poggia piedi e tutto quello che poteva servire e che non si aveva precedentemente. Io nel trambusto ho sgraffignato una sedia ergonomica e devo dire che e’ veramente comoda. Pure io ho fatto il traslocato le mie cose, spinta da un odio irrefrenabile verso i ritardatari. I maschietti hanno ovviamente aiutato le femminucce a trasportare cases, boxes and so on, cosi’ io mi sono accomodamente appropriata del mio desk e buona notte a tutti. Quelli di facilities sono arrivati solo ora, con ben 3 ore di ritardo…
In compenso, visto che all’ambasciata italiana in teoria dovrebbero parlare italiano, vi riporto delle email carine carine, dove io chiedevo informazioni al certificato di nascita, informazioni che tutt’oggi non mi sono state ancora date. Ma leggete da voi:

Sent: 09 August 2008 17:09:08
To: ambasciata.dublino@esteri.it
Subject: birth certificate‏

Salve,
Vorrei sapere se voi emettete certificati di nascita e la procedura di emissione.

Grazie e buona giornata,
xxx

Re: birth certificate‏
From: Ambasciata d’Italia Dublino – Cancelleria Consolare (consolare.ambdublino@esteri.it)
Sent: 12 August 2008 11:23:21
To: ME

gentile Sig.ra,
questa Ambasciata puo’ emettere estratti di atti di nascita solo ad iscritti AIRE registrati a questo Ufficio.
saluti

Io non leggo nessuna risposta alla mia domanda, quindi insisto:

To: Ambasciata d’Italia Dublino – Cancelleria Consolare
Sent: Tuesday, August 12, 2008 3:17 PM
Subject: RE: birth certificate

Grazie per l’email. Per gli iscritti all’AIRE nel vostro ufficio, quali sono i tempi di emissione di un certificato di nascita?

Grazie ancora,
XXx

Re: birth certificate‏
From: Ambasciata d’Italia Dublino – Cancelleria Consolare (consolare.ambdublino@esteri.it)
Sent: 13 August 2008 09:19:38
To: Me
gentile Sig.ra,
l’iscrizione AIRE e’ subordinata ad un periodo di permanenza all’estero di almeno 12 mesi. l’iter dell’iscrizione AIRE necessita di alcune settimane in quanto la documentazione deve essere inviata all;ultimo comune di residenza in Italia.
saluti

Ancora niente in merito al certificato di nascita, ma insistono con l’iscrizione all’Aire, quindi io imperterrita continuo

To: Ambasciata d’Italia Dublino – Cancelleria Consolare
Sent: Friday, August 15, 2008 10:25 AM
Subject: RE: birth certificate

Ok grazie per la risposta,

Ma io vorrei sapere quanto tempo passa per ottenere un certificato di nascita, era questa la mia domanda iniziale.

Quanto tempo passa per ottenere il certificato di nascita dalla sottomissione della domanda?

Grazie

Re: birth certificate‏
From: Ambasciata d’Italia Dublino – Cancelleria Consolare (consolare.ambdublino@esteri.it)
Sent: 15 August 2008 11:21:03
To: Me
gentile Sig.ra,
bisogna aspettare la conclusione dell’iter dell’iscrizione AIRE che dipende dal Comune. non Le posso quantificare un periodo di tempo.
saluti

RE: birth certificate‏
Sent: 15 August 2008 12:07:32
To: Ambasciata d’Italia Dublino – Cancelleria Consolare (consolare.ambdublino@esteri.it)

La persona per la quale serve il certificato di nascita e’ gia’ iscritta all’Aire da piu’ di un anno, e vorrebbe sapere quali sono le tempistiche per ottenere un certificato di nascita. Potete fornire questa informazione o no?

Ovviamente la mia ultima email e’ una bufala, ma visto che non rispondono alla mia domanda a mali estremi, estremi rimedi!!
E ancora non ho ricevuto la risposta a quello che ho chiesto.

Si rasenta il ridicolo!!!

Aug 14th, 2008 Posted in It's just me, lavoro | 3 comments »

Come tutti ben sanno, non e’ mistero che lavorassi per PayPal. PayPal si occupa di processare i pagamenti che avvengono con carta di credito su eBay. La maggior parte delle persone che aggiunge la carta di credito su eBay non ha idea di aprire un conto PayPal, pensa che sia stata solo aggiunta su eBay. Ma ebay e’ solo una piattaforma per la compra-vendita di oggetti, per processare i pagamenti online ci vuole qualcuno che si occupi solo di questo, ed e’ qui che entra in gioco PayPal.

Tutto questo preambolo giusto per darvi un’idea della differenza fra i due (nel caso ci fosse ancora gente che non lo sapeva). I dipendenti ricevono dei bonus sull’acquisto degli oggetti, ma questo avviene raramente, 1 volta ogni 2/3 mesi.

Lavorando a PayPal usavo l’indirizzo dell’azienda per la ricezione della merce, in modo che a qualsiasi ora mi venisse recapitata ci fosse stato qualcuno a ritirarla.

Nel momento in cui ho cambiato azienda, mi hanno bloccato il conto eBay dicendo che non lo potevo piu’ usare perche’ avevo usato un indirizzo aziendale per la ricezione della merce!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Cosi’ ne ho aperto un altro e me l’hanno bloccato perche’ era linkato tramite ip del computer che sto usando ora al mio vecchio conto eBay!!!!!!!!!!!

Sono scioccata. Conoscevo tutte le misure di sicurezza adottate, ma non pensavo che venissero applicate anche agli ex dipendenti. Io mi dico, se uno deve fare una truffa, e’ inutile bloccare il conto e tutto il resto, tanto il modo si trova sempre! A niente sono servite tutte le email inviate con tutti i miei dati spiegando che ero una loro collega, un servizio quando merda e’, merda rimane!!!

Sono talmente fuori di me che ve ne potrei raccontare di tutti i colori. Le cose che ho visto sono al di fuori di ogni immaginazione, MA, per policy aziendale niente posso dire (in teoria).

Cmq, visto che ste bestie non mi fanno comprare le cose, per rallegrarmi vado questo week end vado a vedere “La Bella e la Bestia” all’Olympia Theatre. Non vedo l’ora di andare :D

In cucina

Jul 23rd, 2008 Posted in barby_cuciniera, barby_studiosa, lavoro | 2 comments »

Salve!

Questo salve in onore di una mia ex-collega che per motivi di privacy chiameremo Giulia, la quale, ogni volta che chiamava i clienti, ripeteva la parola Salve 850.000 volte, tanto che la mia amata Senior Agent tedesca (qua) un giorno mi chiese come mai la ripeteva cosi’ tante volte.

Questo saluto, carissima Giulia, e’ dedicato a te.

Ho appena finito di cucinare il cous cous con sugo di peperoni da portare domani al lavoro per pranzo. Per paura che i peperoni mi potessero “buttare pesante”, ho pensato che, prima di cucinarli nel pentolino con la passata Cirio tetrapack trovata stasera per caso al Tesco, li avrei messi nello steamer.
Azionata la macchina a vapore, dopo 20 minuti i miei bei peperoni erano belli e cucinati, cosi’, morbidi morbidi, li ho fatti a pezzettini e rosolati 30 secondi nel burro e poi aggiunto la passata.
Devo dire che e’ venuto proprio bene, ma per la prova del 9 dobbiamo aspettare domani dopo pranzo. Vi faro’ sapere se c’e’ stata e quanto e’ durata la riunione di gabinetto.

Ieri ho scoperto che la pasta Tesco e’ prodotta in Italia (non ci smentiamo mai), cosi’ come i maggiori produttori di riso sono sempre gli italiani. Ah, anche la passata Cirio era made in Italy (giusto per dare un tocco di internazionalizzazione, che poi questi irlandesi che mi leggono si sentono esclusi se scrivo solo in italiano).

Sul fronte lavorativo niente di nuovo, a parte che la mia tattica – fatti i fatti tuoi e se nessuno ti dice niente vuol dire che vai bene – sta avendo grande successo, in quanto nessuno mi importuna, cosi’ sono libera di esplorare i meandri dei database e capire fino a dove posso arrivare.

Il corso di scrittura creativa va a gonfie vele. Ogni martedi’ sera torno con a bunch of books da acquistare che fa arricchire Amazon (l’inventore deve essere proprio un tipo geniale, e magari con tutti i soldi che spendo sulla sua piattaforma un giorno decidera’ di invitare me e il mio consorte a cena, o mi regalera’ un’enciclopedia tipo treccani, chi lo sa! Comunque proprio geniale fu).

L’altro ieri mi sono arrivati i risultati degli esami del corso di laurea, e posso dire che li ho passati a gonfie vele e sono stata ammessa al terzo anno. Un mio amico invece, che studia letteratura italiana all’Ucd, non ha superato la prova scritta su Dante, e mi raccontava che probabilmente la sua futura carriera universitaria ne sara’ pregiudicata e, in base a quello che decidera’ la commissione d’esame, potra’ avere lo sbarramento a master o ai phd. In Italia anche se ti laurei con 4 anni fuori corso non interessa a nessuno, stare parcheggiato all’universita’ e’ meglio che stare disoccupato, e quello che qui si chiama master equivale alla nostra laurea specialistica del nuovo ordinamento, con la sola differenza che in Italia la specialistica te la devi pagare tu, in Irlanda il master te lo paga l’universita’. Che piccola differenza eh!
Oltretutto ho letto da qualche parte, se trovo il link ve lo posto, che gli studenti sopra i 23 anni sono considerati maturi (maturi?!?!?) e che possono godere di incentivi monetari nel caso in cui decidano di intraprendere gli studi. La cosa e’ a discrezione del college, ma si puo’ fare anche richiesta al welfare, seguire tutta la procedura e beccare i soldini, che non so quanto siano, ma sicuramente sono un aiutino.

Beh ora vi lascio, che inizio ad avere sonno.
Buona notte a tutti quanti e ricordate che, mangiare troppo tardi la sera e troppo pesante fa venire l’arsura e gli incubi, quindi ve lo sconsiglio.

news from work….

Jul 21st, 2008 Posted in lavoro | 3 comments »

Giusto un salutino, visto che sono le 08:21 e ho appena iniziato a lavorare. Volevo solo dirvi che la mia carissima collega, l’ukraina, si e’ data sick. Mi sa che le mie bestemmie di venerdi’ scorso hanno fatto effetto.

Che frustrazione

Jul 18th, 2008 Posted in lavoro | 5 comments »

Eccomi tornata con un altro post. Da che niente a che tanto.

Mi mantengo sempre sul fronte lavorativo. Finalmente ho la risposta alle mie domande e cioe’ che sono nelle mani di nessuno e le cose me le devo fare da me. Ma non perche’ loro non mi vogliono cagare, ma perche’ loro non hanno scelto di fare da trainers, glieli hanno messi forzatamente e quindi non sanno nemmeno cosa voglia dire fare training (parlo io da esperta).

Lui, quello che si fa sempre i grancazzi suoi, quando oggi gli ho chiesto una cosa, invece di aiutarmi mi ha indicato un file dove dovevo guardare. Come lui, io non avevo voglia di guardare 10 e piu’ casi simili solo per non trovare la risposta che cercavo, in quanto, dopo una sommaria ricerca, non avevo trovato la cosa che mi serviva, cosi’ alle 4 ho fatto la chiusura del business e lui si e’ accorto che forse non avevo trovato, mettiamola cosi’, la risposta alla mia domanda. Quindi, mi ha detto che lui non mi aiutera’ mai, in quanto e’ troppo busy con le cose sue e quindi me le devo cercare da sola. In compenso, mi ha detto a chi potevo chiedere…..

L’altra, l’ukraina, quella che fa tanto la comprensiva, oggi mi dice di cercare il numero di un ordine nel database. cosi’ lo cerco e non trovo niente. Dopo mezz’ora, mi pinga chiedendomi se l’avevo trovato. E io, no, non sono riuscita a trovarlo. E lei mi fa: “do i have to show you again how to do it?” da notare l’again, e io:”yes please, as i’m lost”. Al che si avvicina e con fare annoiato mi dice che non e’ possibile andare avanti cosi’, che le cose me le devo scrivere su un quaderno (tipoascuolaemivapiu’chebenevistocheeraquellocheavevofatto), che lei non mi puo’ spiegare sempre le stesse cose, che ormai dovrei avere familiarita’ con i programmi e via discorrendo. Al che’ mi chiede di mostrarle la finestra dove stavo lavorando, e guarda caso il programma era aperto proprio nella pagina dove doveva essere aperto, con tutti i dati inseriti correttamente e al loro posto, solo che il risultato era “no result found”. “Doh” mi dice, “allora in questo caso se non ti mostra niente e’ perche’ devi mandare una email a Ruben” e io:”allora la procedura che ho seguito e’ quella giusta?” e lei, “si si, ha fatto tutto perfettamente” Ma vaffanculo brutta pezza di stronza per non avermi detto che a volte i dati non si trovano nel database e che bisogna chiedere a qualcun altro di fornirceli!! Ma va a cagare, che ti deve andare storta la cena!!!!!!

QUesto giusto per farvi capire il tipo di colleghi che ho. E purtroppo non posso farci niente. In una situazione ideale, un ottimo training sarebbe:

dato lo scenario A se il risultato e’ B allora devi fare C

oppure

dato lo scenario A se il risultato e’ D allora devi fare P e poi C

ecc ecc ecc…

Ovviamente ci possono essere tante variabili che influiscono, ma in linea di massima cambiando la posizione degli addendi il risultato non cambia. Purtroppo questo succede solo in un mondo ideale, dove i trainer sono chiamati in quel modo perche’ sono specializzati nella formazione delle risorse umane, e quando le grosse aziende impiegano 4 settimane a trainare la risorsa umana in aula sui vari processi e procedure fanno solo un favore a tutti quanti.

Nel magico mondo del mio piccolissimo dipartimento, questo non succede, e il mio team non si puo’ definire nemmeno come tale, dato che lui si occupa di una cosa sola, lei di un’altra cosa finche’ non va in maternity leave e io sono stata buttata nel mezzo e devo imparare a nuotare per non soffocare.

All’inizio me la prendevo a livello personale, pensavo di avere detto o fatto qualcosa di sbagliato o che avrebbe potuto offenderli. Oggi ho capito che anche se me la prendo, loro non possono farci niente. Questo e’ il modo in cui hanno imparato a fare quello che stanno facendo e questo e’ il modo in cui lo stanno insegnando a me.

Ma la cosa ancora piu’ pazzesca e’ che lei, nonostante ce l’abbia a morte con lui per la storia delle ferie natalizie e di come si e’ comportato quando erano solo loro due, continua a fare la gattina morta, come stai di qua, come stai di la, cosa hai fatto di bello, bla bla bla, quando poi alle spalle gliene dice talmente tante che sembra che lui giri con un’ascia piantata nella schiena, non un coltello!

Ovviamente dopo che ha capito che io le frustrazioni sue non me le accollavo e che se aveva un problema se lo doveva risolvere lei, ho smesso di essere la cocca di mamma.

Ma rivaffanculo!

Di Harry Potter, di Narnia e di altre storie

Jul 18th, 2008 Posted in barby_writer, lavoro | 2 comments »

Ciao a tutti!! finalmente trovo un po di tempo per scrivere. Sono successe talmente tante cose dal mio ultimo post che non saprei da dove iniziare. Dunque, direi di iniziare dall’inizio.

Martedi’ della settimana scorsa, al corso di scrittura creativa e’ nato il “problema” di su cosa scrivere. Si rifletteva sul fatto che ormai e’ stato scritto di tutto. E’ stato scritto di maghi, di draghi, di stupri, di ladri, di zoombies, di vampiri, di scene di vita quotidiana, di scene del passato e scene avveniristiche, di persone che si affacciano alla finestra, che attraversano la strada, che guidano, che litigano, di tradimenti, insomma, i libri sono popolati veramente di tutto, quindi tutto quello che si scrive non e’ piu’ novita’ e prendere spunti dagli scrittori del passato e’ pratica assai diffusa. Prendiamo per esempio Harry Potter e Narnia. Narnia fu scritto anni e anni fa, molto prima dell’avvento di Harry Potter. Nel libro Prince of Caspian, quando i 4 fratelli “entrano” nel mondo di Narnia, sono alla fermata ferroviaria del un treno che prendono per tornare a casa da scuola. Allo stesso modo, in Harry Potter, la stazione londinese di King’s Cross e’ quella che permette di accedere al Binario da cui parte l’Espresso per Hogwarts, la scuola di magia.

Cosi’ come la trilogia His Dark Materials, i dæmon di cui parla lo scrittore, non sono di sua invenzione, la parola esisteva gia’ nell’antica Grecia, ed era diffusa la credenza che gli animali avessero un’anima e sorvegliassero gli esseri umani.

Quindi cosa fa la differenza? la differenza la fa l’ambientazione del testo, la narrazione, il modo in cui si usano i personaggi, gli oggetti e tutto quello che serve per costruire la storia.

E devo dire che scrivere una storia non e’ per niente facile. Non e’ facile riuscire a renderla interessante e avere la costanza di scrivere tutti i giorni o quasi. E la cosa peggiore che si possa fare e’ appunto smettere perche’ ci si fa prendere da 1000 pensieri diversi.

***

Sul fronte lavorativo le novita’ non mancano. Vi descrivo la situazione, giusto per farvi capire. Il mio team e’ composto da 3 persone in tutto: io, una collega ukraina e un collega very english. Considerate che non ho avuto nessun training at all, e dopo l’induction day (1 giorno), mi hanno messo subito al lavoro. Quindi, l’unico modo per sapere come funzionano le cose e’:

1. fare una ricerca sulle FAQs e vedere se c’e’ la risposta

2. chiedere ai colleghi (l’inglese e l’ukraina) di providarmi con le informazioni required

Solitamente faccio una ricerca sulle FAQs, ma tante volte mancano le risposte e quindi devo necessariamente chiedere ai miei due colleghi. Lei, l’ukraina, e’ sempre molto gentile, premurosa, mi aiuta. Lui, l’english man, ha come una scopa azziccata nel di dietro. Sta sempre con le cuffiette ad ascoltare musica, parla a bassissima voce che per capirlo serve un interprete piu’ che un traduttore e se gli chiedo qualcosa o mi risponde quasi sussurrando, quindi gli devo fare ripetere le cose un paio di volte prima di capire di cosa sta parlando (considerato che per me e’ tutto nuovo), oppure non mi calcola neanche. Tipo poco fa gli ho chiesto una cosa e mi ha risposto con un “hm” e un accenno di testa…Ditemi voi che risposta e’. Tutto cio’ diventa mooolto frustrante, specialmente se devo finire delle cose e mi trovo in uno stato di stuck, e non so dove guardarmi.

Cosi’, non so per quale malaugurata idea, ne ho parlato con l’altro team member, l’ukraina, la quale mi ha vomitato addosso tutto quello che lei ha subito da lui, fra i quali, a parte nessun tipo di supporto a livello di training, anche una bella pugnalata alle spalle nella scelta delle ferie natalizie dell’anno scorso, in quanto lui e’ andato in vacanza dal 15 di dicembre al 6 di gennaio senza chiederle che progetti aveva e se le piaceva la prospettiva di passare natale e capodanno al lavoro… Cosi’ per quasi 10 gg non ha fatto altro che riempirmi la testa con tutte le cose sgradevoli che ha dovuto sopportare, cercando di spingermi a parlare col manager del comportamento poco cooperativo del Mostro collega. Fin quando ieri, le ho detto che non ne potevo piu’ e che lui a me, a parte non cagarmi quando ne ho necessita’, non ha fatto niente di male, quindi non mi sembra giusto che io debba andare in prima linea per lei e che continuando cosi’ la mattina andare al lavoro e’ alquanto pesante, non mi piace l’atmosfera bla bla bla. Ovviamente, noi siamo autogestiti, in quanto il nostro manager, trovandosi oltreoceano, inizia a lavorare quando noi finiamo. Non che ci sia necessita’ di fare il report a lui, ma qui ognuno fa un po’ come caz** gli pare, solo che siccome io sono l’ultima arrivata, il mio cavolo che mi pare e’ sempre relativo. Comunque la buona notizia e’ che oggi non si e’ toccato per niente l’argomento e si spera di vivere tutti felici e contenti.

Il tempo a Dublino non da segni di stabilita’ (deh che novita’), quindi quando non piove, il cielo e’ coperto dalle nuvole le quali tengono la temperatura abbastanza warmish, solo che quando tira vento, riprende a fare freddo, quindi se prima mi ero tolta la giacca me la devo rimettere.

Per le ferie se ne parla a settembre. dopo aver trovato un volo a/r per la sicilia super economico, mi sparo una settimana sotto il sole, visto che sicuramente fara’ ancora caldo, e cosi’, quando saranno tutti scoppiati per aver consumato le vacanze in periodo estivo, io vado a farmi le mie :D Tra parentesi ho notato che tornare dalle ferie a meta’ settimana e’ bellissimo, in quanto lavori solo un paio di giorni e poi ti godi il week end (piccoli trucchi crescono)

Ora ve la salutai,

buon fine settimana a todos

The winter is back

May 22nd, 2008 Posted in It's just me, dublin, irlandesi, lavoro | 10 comments »

Non ho fatto nemmeno in tempo a cambiare il guardaroba che gia’ e’ tornato il brutto tempo a Dublino. La signorina del tempo qui a destra mostra 11 gradi ed e’ in top e pantaloni. Io per uscire stamattina mi sono dovuta mettere un maglioncino a collo alto e il giubbotto. E nonostante tutto, sento freddo. Quindi mi sto sempre piu’ convincendo che questa signorina rappresenti in tutto e per tutto le ragazze irlandesi: pure con 30 gradi sotto lo zero uscirebbero mezze svestite. Mi chiedo allora cosa farebbero quando vanno in posti dove ci sono 40 gradi per esempio!

Qualche tempo fa lavoravo come Account Manager. Mi occupavo, nello specifico, di gestire I conti di importanti venditori. Mi occupavo sia del mercato italiano che del mercato Uk. E fra I due vi assicuro che non saprei dirvi quale sia la peggiore tipologia di clientela. Gli italiani non te li scrolli piu’ dal telefono. Non so perche’ amiamo chiaccherare e chiaccherare e chiaccherare, all’infinito. Gli inglesi invece sono molto sbrigativi. Per loro il fatto di stare al telefono e’ solo una perdita di tempo. E’ piu’ stanno al telefono a parlare con te e piu’ pensano che stannno sprecando il loro tempo. Quindi vogliono che le cose vengano fatte immediatamente, all’istante. Ti chiamano, ti dicono cosa vogliono, e ti salutano. Tutto andrebbe liscio se non dovessero rovinare questo quadretto con il tono di voce di prepotenza e strafottenza che usano. Ovviamente non tutti gli inglesi sono cosi’, cosi’ come non tutti gli italiani sono “sboroni” . Anche se capisco che quando il topic e’ money related si naviga in cattive acque.

Ricordo, a proposito, una chiamata intercossa con un signore, veneziano. Questo signore, agitato, o meglio, molto incavolato per varie ed eventuali, inizia a parlare in dialetto veneziano. Al che’, siccome io le cose non le faccio passare facilmente, pur comprendendo quello che mi stava dicendo rispondo:

B: “guardi che se lei mi parla in dialetto io non la capisco”

V: “bla bla bla bla bla bla bla” (dialettale)

B: “mi scusi, ma io cosi’ non posso aiutarla, non conosco il dialetto veneziano, dovrebbe cortesemente parlare in italiano”

V: “noi di Venezia parliamo in dialetto perche’ lavoriamo tutto il giorno. I terroni del sud parlano italiano perche’ stanno tutto il giorno a grattarsi la pancia”

B: “allora propongo una soluzione: lei mi parla in veneziano, io le parlo in siciliano e vediamo se ci capiamo”

TU..TU..TU..TU..TU….TU..

Ecco, si vede che non gli piaceva il discorso :D

Everything will be all right

Apr 18th, 2008 Posted in lavoro | one comment »

Everything will be all right cantavano i The Killers, ed oggi e’ stato il mio ultimo giorno a PayPal. Entro in ritardo, e tutti in attesa dei saluti finali. Fra stupori e malignita’ diffuse. Quindi e’ cosi’ che ci si lascia. Al corso dicono che le chiusure sono molto importanti e il modo in cui si chiude, il fatto di essere li’ presente, col corpo e con la mente, e’ importante. Il riconoscere che qualcosa sta volgendo al termine, qualcosa che ha avuto un inizio, uno sviluppo ed ora ha una fine. Al corso si inizia gia’ a sentire l’aria di chiusura, i colleghi sono stanchi, si presentano di meno, hanno anticipato l’quella che sara’ la chiusura, nel nostro ultimo week end in classe. Lo stesso oggi. Non volevo andare, e invece appena ho messo piede dentro l’azienda ho capito che mi sarebbe mancata. Mi sarebbe mancato il respirare quell’aria familiare di gente scazzata, di gente che non vede l’ora di andare via da la’, per inseguire un sogno, i propri ideali, le proprie passioni. Un’azienda di passaggio, che ti forma e ti da le basi per puntare in alto, ma che purtroppo l’alto sara’ in un’altra azienda, in un’altra compagnia, altrove.

Addio 40D, addio pulmino aziendale, addio 50 minuti al mattino e 50 la sera per andare e tornare.

Addio.

Exit interview. Gliene ho scaricate di tutti i colori. Gliele ho scaricate con la pala. La merda che ho potuto tirare addosso al mio supervisor che mi ha tenuto per 8 mesi a non fare niente tutto il giorno, non si puo’ capire. L’intervistatrice (di HR) era scioccata. Mi dispiace solo non essere la’ a vedere la faccia che fara’ non appena lo confronteranno in merito al mio feedback.

Auguri Tim, i miei piu’ vivi complimenti per un lavoro svolto con onore. Quanto meno avessi avuto l’accortezza di dire le tue minchiate solo a me, in privato, no, invece di dovevi fare bello, ti dovevi gonfiare ancora di piu’, e dovevi dare aria alle tue parole di fronte ad altre persone, per dare un senso al tuo comportamento scorretto. Ora puoi veramente andare a fare in culo.

Supporto dai colleghi. Quando lasci un’azienda e’ il momento della resa dei conti, di capire chi ha veramente avuto importanza nella tua vita e chi invece sai sara’ solo di passaggio. Non mi sarei mai aspettata le lacrime di Ita, wonder woman in carriera del recruitment department: Sei una grossa perdita per quest’azienda. James, il mio manager: speriamo di rivederti tornare fra qualche anno, e lavorare nel training department. Il mio sogno. I miei colleghi del team Uk mi hanno fatto un bel regalo con tanto di bigliettino. Baci, abbracci, gesti di solidarieta’.

Non me lo sarei mai immaginato.

Ora mi si prospetta una bella cena al Purty Kitchen in temple bar, solo con coloro che in questi due anni mi hanno dato qualcosa, e che si sono mostrati vicini a me, regardless.

Un saluto a tutti voi, che mi avete supportato e sopportato, nei momenti belli e nei momenti brutti, quando tutti si lamentavano e tutti si licenziavano. E a voi, che siete rimasti, I hope you’ll enjoy your stay.