Archive for the pensieri sparsi Category

Delusione, profonda delusione

Jan 23rd, 2008 Posted in pensieri sparsi, societa' | one comment »

Ciao a tutti,

Mi scuso per la lunga assenza, ma in questi ultimi giorni mi sono soffermata molto a riflettere sul perche’ le persone restano deluse dal comportamento altrui…. non ho detto che sono gli altri che ci deludono, ma perche’ siamo noi a restare delusi :D

Psicologicamente, la fase della delusione e’ la fase in cui si decidera’ il futuro della relazione (che puo’ essere di amicizia o di coppia).

La fase della delusione e’ il momento in cui si iniziano a scoprire le qualita’ e i difetti dell’altra persona; i punti di contatto o i punti di divergenza con l’altra persona, somiglianze e differenze. E’ il periodo critico, nel quale le aspettative riposte nell’altro vengono continuamente deluse. Aspettative non realistiche ed eccessive (mi viene in mente quando ero piccola che iniziai a vedere i difetti, o le debolezze, di mio papa’, dopo aver creduto per anni che fosse pari a Superman).

Quindi bisogna rivedere il tutto, bisogna scontrarsi con l’idea che si aveva dell’altra persona e realizzare che quella idea non corrisponde alla realta’.

Ed e’ qua che si entra in crisi.

Cosa succede? Succede che se uno dei due non e’ capace di uscire dal circolo vizioso della delusione, e cerca di rivivere in continuazione l’illusione che caratterizzava la prima fase della vita della coppia, la relazione e’ destinata a morire . Non riuscendo ad accettare la realta’, prima o poi si scoppia e si manda l’altra persona gentilmente a quel paese (anche senza mezzi termini direi).

Altrimenti, la coppia ne esce indenna, piu’ forte di prima. Si puo’ raggiungere questo stato solo se si accetta il fatto che non e’ stato l’altro a deluderci, ma che forse noi abbiamo proiettato aspettative irraggiungibili, idealizzando l’altra persona. Solo se si accetta questa cosa, si potra’ vivere d’amore e d’accordo, non invadendo gli spazi altrui.

Io non lo so in che stato mi trovo. Mi rendo conto che sono stata idealizzata veramente tante volte, e che io per prima ho idealizzato troppo le altre persone. Il fardello e’ troppo pesante per essere caricato continuamente sulle spalle, sia le proprie che quelle dell’altra persona. E quelle che sembravano essere le migliori amicizie, si rompono proprio per questa ragione.

News from last week end.

Jan 21st, 2008 Posted in lavoro, pensieri sparsi | 3 comments »

Anche questo week end e’ passato, e come immaginavo stamattina mi sono alzata e diretta al lavoro in uno stato di trance. Stato di trans nel quale ancora mi ritrovo. Anzi, diciamo pure che per alzarmi mi ci sono volute le bombe. Degli incubi mi hanno assalita. Ho sognato che ero con un gruppo di persone e ci spostavamo da una casa all’altra. Portavamo una busta nera e dentro la busta c’era del salame e una ragazza aggrappata a questo salame… Uno di noi mi suggeriva di tagliare il salame per poterlo mangiare, ma per tagliare il salame avremmo dovuto affettare anche la ragazza che era aggrappata voracemente al salame e non aveva intenzione di mollarlo. Cmq, mi sono svegliata assetata. Sara’ stato per il salame che avevo sognato o per la pizza fatta in casa ieri sera, ma stavo morendo di sete. A proposito della pizza di ieri sera,  l’ho condita con pomodori tagliati a pezzi, cipolla (precedentemente soffritta) mozzarella di bufala campana (e’ venuta proprio la bufala dalla campania a fare il latte in una latteria nei pressi di Dublino, quindi solo cibo biologico) ed e’ venuta buonissima, soffice nella parte centrale e croccante sul bordo e  quel tocco dolce dovuto alla cipolla ci sta proprio bene. E devo dire che la pasta madre funziona a meraviglia, anche se mi sono confusa con le dosi e dopo ho dovuto aggiungere altra farina all’impasto… ma tant’e’.

Fra le altre news da Dublino possiamo dire il freddo sembra essersi calmato, e’ il vento che continua ad insistere, come se gia’ non ci avesse annoiato abbastanza. Al lavoro continuo a non avere niente da fare, il che diventa moolto frustrante e noioso. Oltretutto oggi devo fare pure un’ora e mezza di overtime, su cosa tra l’altro non mi e’ ben chiaro, visto che non abbiamo arretrati da smaltire durante l’orario di lavoro, figuriamoci dopo…. Comunque aspetto con ansia il riaprirsi delle lezioni al college, quanto meno riprendero’ i miei studi.

Con questo vi saluto, direi che e’ ora di fare finta di lavorare…..

Buon proseguimento di serata.

BeeMovie

Jan 3rd, 2008 Posted in lavoro, pensieri sparsi | 4 comments »

Mi pare veramente sprecato dedicare un post del mio blog a questo film, data la qualita’ scadente dello stesso, ma ieri sera, fra la noia generale che regnava sovrana nella sala a causa di questo film che di divertente ha solo l’imminente, una cosa mi e’ subito saltata all’occhio. E cioe’ che questa piccola ape e’ terrorizzata dal dover fare lo stesso lavoro per tutta la vita. Un lavoro noioso, in fabbrica, di routine, dove si fa la stessa cosa per tutti gli anni a seguire, dove si ha un solo giorno di ferie fino al pensionamento, dove si prospetta una vita senza grosse emozioni.

Non e’ questo un po’ il problema della nostra generazione? L’avere paura di fare sempre la stessa cosa per il resto della nostra vita? Il dover andare sempre allo stesso posto di lavoro, dover percorrere sempre la stessa strada, il salutare la mattina sempre le stesse persone, dire sempre le stesse cose ai clienti, timbrare sempre lo stesso cartellino? Che volonta’ bisogna avere per fare tutte queste cose? Per non parlare della paura che si ha al solo pensiero di svegliarsi per il resto della propria vita con la stessa persona accanto, cosa che io trovo meravigliosa, se e’ la persona giusta ovviamente.

Quando ero in Italia, i miei avevano un solo obiettivo: quello di farmi diventare o insegnante o avvocato.  Io, dal mio canto, avevo pure un solo obiettivo: quello di non diventare assolutamente un avvocato o un insegnante, quindi lottavo al limite dell’estremo contro questa cosa.

Adesso, che piu’ passa il tempo, mi rendo conto che le mie aspirazioni sono ben diverse: io sogno di sposarmi, avere una famiglia, dei figli, curare la casa, mio marito e specialmente trovare un lavoro che mi permetta di fare tutte queste cose. Immagino quindi che l’insegnamento sarebbe stato la risposta ideale alle mie aspirazioni, sebbene quando ero in Italia mi annoiasse a morte il solo pensare di dover parlare di fronte ad una classe di qualcosa che non mi interessava affatto. Adesso che dedico la maggior parte del mio tempo al lavoro, e cioe’ 8 ore davanti ad un desk e 2 sul bus per raggiungere il posto di lavoro, mi rendo conto che non e’ questo che voglio fare nella vita! Che continuando cosi’ non avro’ tanto spazio da dedicare ai miei figli, che li dovro’ mandare tutto il giorno a scuola o al doposcuola che dir si voglia, che li vedro’ solo la sera e che passeranno piu’ tempo con la babysitter che con me, che non avro’ tempo da dedicare alla casa e a mio marito!!! Oh mio dio, gia’ vedo le facce stralunate di voi che state leggendo queste dichiarazioni in questo preciso momento. Ebbene si, a me di fare la donna in carriera, di guadagnare 100k all’anno, di dedicarmi anima e corpo al lavoro non me ne frega proprio niente. Tutte le donne che sono lanciatissime professionalmente, che vogliono fare strada e vogliono lasciare il marito a casa a badare ai figli, nel caso in cui decidessero di averne uno le capisco perfettamente, in questo mondo che incita la competizione e all’accumulo di soldi e beni materiali in quanto si e’ sempre insoddisfatti di quello che si ha. Dvo ammettere pero’ che mi fanno pure pena, mi sembrano talmente tanto sole…

Purtroppo per ottenere quello che voglio ci vuole tempo, e pazienza, tanta pazienza, e in questo momento ovviamente non mi resta che rimboccarmi le maniche per iniziare a ruotare la barca verso la direzione che piu’ mi si addice, e spendere per adesso tutti i miei guadagni in libri e vestiti :D

Ma parliamo degli aggiornamenti del blog. Come avete notato nella barra di navigazione alla vostra destra ho aggiunto lo strumento di ricerca e a grande richiesta ho aggiunto tutti i post vecchi che appartenevano al blog barbylucedistelle, precedentemente chiuso a causa di sviste varie. Non sono riuscita a mantenere i vecchi commenti, ma i post sono rimasti intatti :D

Buona navigazione,

B.

Alienazioni

Dec 18th, 2007 Posted in pensieri sparsi, societa' | no comment »

Sebbene all’inizio fossi molto scettica al voler usare il mio nuovo mp3 player (leggesi iPod nano video please!!!) adesso non ne posso fare piu’ a meno.

Lo scetticismo nasceva dal fatto che mi danno fisicamente fastidio le persone che camminano per strada con le cuffiette alle orecchie, e che si estraneano cosi’ dal resto del mondo. Ma chi si credono di essere? Se devo chiedere una informazione e mi giro e la persona alla quale voglio chiedere la info, che guarda caso e’ la piu’ vicina a me ha le cuffiette, allora mi blocco, e mi da fastidio che la devo toccare per “farmi sentire” o che mi ci devo mettere davanti e fare segni con la mano per farle capire che le devo chiedere una informazione! Ma che modi sono!!!

Ma da un paio di giorni (da ieri per l’esattezza ma so che voi non vi soffermate su queste sottigliezze :D ) non ne posso fare a meno.  La musica di sottofondo e’ perfetta per accompagnare ogni momento della giornata, dalla mattina quando si va al lavoro, che magari ci si sveglia sclerati e si vuole ascoltare della musica classica per rilassarsi, o musica pop/dance/rock or whatever per svegliarsi, a quando si e’ al lavoro (utilissimo per i timidi, da usare quando si e’ in bagno e non si riesce ad espletare le proprie funzioni vitali a causa della presenza di altre persone: la musica attutisce i rumori e fa sentire totalmente soli e liberi di fare tutti i rumori che si vuole) alla sera quando si torna a casa, dopo una giornata piu’ o meno pesante di lavoro.

Certo, se ritengo che le conversazioni intorno a me siano piu’ interessanti, allora preferisco socializzare, altrimenti, musica di sottofondo e via in un altro mondo!

And now I tell you openly, you have my heart so don’t hurt me.
You’re what I couldn’t find.
A totally amazing mind, so understanding and so kind;
You’re everything to me.

Oh, my life,
Is changing every day,
In every possible way.

(The Cranberries, Dreams)

men/women

Dec 18th, 2007 Posted in pensieri sparsi | 8 comments »

… purtroppo non c’é niente da fare. Altro che paritá tra uomini e donne.
 
Ma per quale motivo é toccato proprio a noi soffrire una volta ogni mese!!!!!!!!!!!!!!!!!
Voglio dire, non poteva capitare a voi??????!!!!!!!!!!!!!

Something about me

Dec 7th, 2007 Posted in dublin, impressioni, pensieri sparsi | no comment »

C’era una volta una dolce fanciulla, che dalla irridente e solare Siracusa decise di spostarsi nella sempre irridente ma meno solare Dublino.

Questa dolce fanciulla aveva un sogno nel cassetto. Il suo sogno era di rifarsi una vita, conoscere gente nuova, imparare l’inglese, estendere la sua visione delle cose. Cosi’, in un giorno di pioggia, per non dire in un giorno di bufera, con la sua piccola valigia si imbarco’ su un volo di sola andata per Dublin.

Sono passati ben 26 mesi da quel giorno e oggi, mi ritrovo ancora qua, con le mie incertezze a dover investire nuovamente su me stessa. Dopo aver passato un periodo in cui Dublino era magnifica l’Italia faceva schifo e un periodo dove l’Italia e’ magnifica e Dublino fa veramente schifo (thx AOC), riemergo dalle ceneri e cerco in Dublino cio’ che mi aveva stupito e affascinato la prima volta.

Dopo tanti anni la visione delle cose cambia, e anche la vita, sebbene vissuta in un’altra citta’, diventa routine. E mi ritrovo a vivere alcune delle cose per le quali ero scappata dall’Italia. E’ dunque arrivato il momento di fermarsi e di capire dove voglio arrivare. La mia propensione e’ saltare da una cosa all’altra, lasciando tutto incompleto alle mie spalle. Sono stati due i motivi che mi hanno spinto a non saltellare via da questa citta’, e questi motivi non sono ne’ il mio lavoro ne’ l’atmosfera irlandese. Chi mi conosce, forse lo sa.

Sto rivalutando tutto, da cima a fondo. Mi sono prefissata almeno altri 2 anni in questa citta’, il che vuol dire che ho 2 scelte:

o piangermi addosso

o godermela fino in fondo

Scelgo la seconda, che e’ quella che mi piace di piu’.

E adesso, in grande stile, vi presento l’origine del mio primo nick, barbylucedistelle.

barbie22481.jpg

 

 

Lo spot, in italiano, lo trovate qui

 

04 dicembre 2007

Dec 5th, 2007 Posted in dublin, lavoro, pensieri sparsi | no comment »

Domani, dopo una settimana passata a casa nell’ozio piu’ assoluto, dopo aver balzato dal divano al letto e dal letto al divano, aver mangiato e letto per tutto il tempo, giocato con la psx2, scritto e ciarlato di tutto e di piu’ con la mia migliore amica, si ritorna al lavoro.

Sveglia nuovamente alle 6.45 (che ci faccio ancora alzata a quest’ora?). A volte mi chiedo come mai mi piace Dublino, e come mai sono ancora qua, nonostante la maggior parte dei miei amici e amiche sia emigrata per lidi diversi. Sicuramente non e’ il tempo che mi trattiene. Anzi, con questo freddo mi sto ammalando abbastanza spesso. All’inizio magari mi piaceva, in quanto ero stanca del caldo siculo, ma adesso sicuramente mi manca. E non e’ nemmeno quello che offre la citta’, che e’ ben poco, dato che nei giorni di settimana chiude tutto alle 6pm. Mi resterebbero i week end, se non fosse per il corso e per il fatto che la domenica e’ l’unico giorno in cui mi posso veramente rilassare, quindi nel 90% dei casi preferisco starmene a casa al calduccio :D

Qui sono libera di essere me stessa, di fare quello che voglio quando lo voglio, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Non conosco nessuno che mi possa giudicare per quello che faccio o che dico. I vicini di casa non stanno affacciati alle finestre per vedere a che ora rientri per poi spettegolare su di te. Le persone anziane, che nonostante il profondo cambiamento urbano, ti salutano ancora per strada e ti intrattengono con le loro chiaccherate in autobus. Tutto questo e molto di piu’ e’ quello che mi piace, ma a volte penso che non basti. Sono io che mi sto ponendo impedimenti.

Vorrei cambiare lavoro, fare qualcosa di piu’ umano, a contatto con le persone, fare qualcosa di creativo. Ma ho paura di mettermi in gioco, sono sprofondata nella pigrizia piu’ totale. Ricordo che appena arrivata, dopo la prima settimana ricevetti chiamate tutti i giorni da agenzie ed aziende, anche piu’ volte al giorno. Adesso, nonostante la marea di cv che ho mandato, ricevo 1 o 2 chiamate in tutto, e comunque sono chiamate informative, giusto per sondare il terreno, anche perche’ io ho gia’ 2 anni di esperienza alle spalle e le mie aspettative economiche non sono di certo le piu’ basse.

Mi sono troppo rintanata, chiusa nel mio guscio di lumachina al riparo dalle intemperie, non mi sono messa piu’ in gioco, non ho tirato piu’ i dadi, con la spensieratezza e la spontaneita’ di qualche anno fa.

Sono sicura che fuori c’e’ ancora una Dublino capace di stupirmi, ed emozionarmi, ed e’ nel palmo della mia mano.

stato confusionale

Nov 28th, 2007 Posted in cazzeggio mentale, pensieri sparsi | 2 comments »

Quando stai male, l’ultima cosa che ti aspetti di sentire e’:

“forse era meglio che te ne sceglievi un altro…”

Evviva la privacy

Nov 27th, 2007 Posted in gelosia, pensieri sparsi, societa' | one comment »

Oggi davo un’occhiata a Google Analytics e a Sitemeter per vedere le statistiche di coloro che si connettono al mio sito.

Notavo che una delle chiavi di ricerca utilizzata e’ stata “pedinare il partner” e “come risalire alle proprie conversazioni di msn”.

Quindi sono andata a curiosare su Google e inserendo come chiave di ricerca la seconda frase mi sono imbattuta in un sito, no-privacy.it, che si autodefinisce anche forum, dove esiste una sezione dedicata al recupero password, ma in pratica in questa sezione vengono citati indirizzi email,  numeri di telefono e richieste di aiuto su come recuperare la password del proprio ragazzo/a per il semplice fatto che si abbia paura di essere traditi. Addirittura, cosa a me totalmente sconosciuta, dal sito www.190.it e’ possibile risalire al numero di sms inviati da un numero di cellulare.

La cosa buffa e’ che ci sono numerossissime richieste di aiuto, ma avro’ letto 1 o forse 2 risposte che possono essere veramente efficaci. E il motivo e’ che effettivamente e’ difficilissimo se non impossibile risalire alla password di qualcun altro.

Alcuni sistemi di recupero password a volte funzionano, ma solo se si ha un minimo di conoscenza di quella persona. Si puo’ allora rispondere alle domande di sicurezza e inserire una nuova password annullando quella vecchia, il tutto a discapito del “titolare” della casella di posta elettronica, che si trovera’ modificata la propria pw senza aver fatto niente. Ma dove sta l’etica in tutto cio’? Se effettivamente si riesce ad entrare nella casella di posta elettronica del proprio partner, come si puo’ nuovamente guardare in faccia quella persona facendo finta che tutto sia regolare? E se veramente si scoprono email compromettenti, quale sara’ il prossimo passo, contattare il partner dicendo “ehy, lo sai, ieri non avevo niente da fare e ho scoperto la password della tua posta elettronica….”.

Ma poi perche’ farsi cosi’ male? Non e’ piu’ salutare chiedere direttamente a lui o a lei  se c’e’ qualcosa che non va e fidarsi della risposta?

Tutto questo mi fa pensare a come ci si fidi poco del proprio partner, ma sopratutto come si abbia poca fiducia in se stessi.

Just a song

Nov 22nd, 2007 Posted in pensieri sparsi | no comment »

Potrei sentire e risentire questa canzone un milione di volte, e non stancarmi mai.

The Scientist, Coldplay

Come up to meet ya, tell you I’m sorry
You don’t know how lovely you are
I had to find you, tell you I need ya
And tell you I set you apart
Tell me your secrets, and nurse me your questions
Oh let’s go back to the start
Running in circles, coming in tails
Heads on a science apart

Nobody said it was easy
It’s such a shame for us to part
Nobody said it was easy
No one ever said it would be this hard
Oh take me back to the start

I was just guessing at numbers and figures
Pulling the puzzles apart.
Questions of science, science and progress
Don’t speak as loud as my heart.
Tell me you love me, and come back and haunt me,
Oh, when I rush to the start
Running in circles, chasing tails
coming back as we are.

Nobody said it was easy
It’s such a shame for us to part
Nobody said it was easy.
No one ever said it would be so hard
I’m going back to the start.