Ransie la strega
Di Harry Potter, di Narnia e di altre storie 2
Il libro ispira veramente a prendere le difese del bambino, di mettersi dalla sua parte. Ne combinano di tutti i colori e alla fine lui ne esce sempre vittorioso, grazie all’aiuto di amici, insegnanti, e della buona fede
La Rowling ha inserito tutto quello che fa parte dell’immaginario collettivo del genere fantasy: dagli unicorni, ai fantasmi, le scope, gli incantesimi, ai lupi mannari, i draghi e pure i centauri, solo che sono cosi’ bene orchestrati tra di loro che non ci si fa caso, o comunque, lo si accetta per quello che e’.
Non so se andro’ avanti nella lettura dei successivi 6 libri, non so se voglio andare avanti. Mi piace immaginarlo cosi’, alla sua tenera eta’, come un eterno Peter Pan, che non cresce e non si deve confrontare col mondo degli adulti.
Cosi’ nel frattempo che ci penso, continuo a leggere Twilight e Intervista col Vampiro in formato ebook.
E la cosa non e’ a caso, infatti la Stephenie Meyer (autrice del primo) ha preso tantissimi spunti dai libri di Anne Rice, che si incentrano tutti nella descrizione dei vampiri. La protagonista di Twilight si chiama Bella e Anne Rice scrisse nel 1984 un romanzo la cui protagonista si chiama Bella.. pura coincidenza? Non lo so. Twilight si rivolge ai giovani adulti (dai 16 anni in su ritengo) e mi e’ stato consigliato da mia cugina che ha piu’ o meno quella eta’. Il libro e’ scorrevole, e per ora non posso classificarlo fra i libri che leggerei tutto di un fiato, ma sono solo al capitolo 9 e ancora mi mancano quasi 200 pagine alla fine.
Vedremo come va.
Invece come cartaceo sto leggendo il secondo libro della trilogia His Dark Materials, ed e’ veramente interessante. Questo mi fu consigliato dalla mia ex coinquilina tedesca che era impazzita per tutta la trilogia e lesse tutti e tre i libri in 2 settimane, andando a letto a notte fonda…
Bay, the pirate one
e qui per chi si collega dall’Italia

Dublin’s bus’ smells
- sudore di ascelle
- puzza di piedi
- puzza di formaggio
- J’adore (Christian Dior)
- birra
- piscio (ebbene si, ed e’ insopportabile)
Tutto questo nello spazio ridotto quale e’ il bus. Senza parlare poi del fatto che l’odore/puzza era amplificato ogni volta che qualcuno si spostava o si metteva/toglieva la giacca!
Non so i portatori sani come facciano a non accorgersene, forse ci sono troppo abituati, ma a me viene troppo lo schifo!!!
Penso che mi armero’ di deodorante, e nei prossimi giorni lo spruzzero’ addosso alle persone ogni qual volta che sento un odore disgustante, magari li educo al fatto che vivono in una societa’ e dividono gli spazi anche con altre persone!!!!!!!
della serie: le donne sono proprio delle vipere!!!
E fin qui ancora niente di strano. La cosa strana e’ iniziata quando ho raccontato della nostra cena a due mie colleghe (l’ukraina e una tedesca che sta in un altro team). Invece di felicitarsi con me e ammettere che il mio ragazzo e’ troppo uno strafigo a portarmi in giro per questi ristoranti di super lusso, hanno iniziato una pippa indescrivibile sui soldi, sul fatto che mi avrebbe potuto regalare una borsa o degli stivali, quanto meno me li guardo di tanto in tanto (testuali loro parole) o una seduta in uno spa o comunque spendere quei soldi per me, che loro non lo farebbero mai, che non permetterebbero mai al proprio ragazzo di spendere tanti soldi per andare a mangiare fuori……
A parte che 1) 400 euro per una borsa io non li spenderei mai, ho talmente tante di quelle borse, stivali, vestiti, accessori che non saprei veramente cosa farmene. 400 euro per una borsa sono veramente soldi buttati.
2) con 400 euro abbiamo mangiato e siamo stati serviti in 2, quindi perche’ dovrebbero essere spesi tutti per me????
3) come ho gia’ specificato a loro, per fortuna una cosa non esclude l’altra, il che vuol dire che se io volessi spendere (o per meglio dire buttare) tutti quei soldi in qualcosa di esclusivo per me lo potrei fare tranquillamente, senza privarmi di andare a mangiare da Thornton’s.
Ovviamente, ad ogni mia risposta (a testa alta e in tranquillita) a tutte le loro obiezioni la loro faccia cambiava di colore, da un rosa pallido sono arrivate ad un rosso furia/gelosia/invidia.
Non bastava semplicemente essere contente per qualcuno che fa qualcosa di speciale anche senza dover celebrare necessariamente una occasione speciale?
Non tutte vengono trattate come principesse dal loro ragazzo, o comunque difficilmente il proprio ragazzo si interessa a qualcosa di diverso dalla televisione o dal calcio, quindi capisco da dove viene tutto questo astio, ma ai miei occhi fanno solo la figura delle povere sfigate!!!
In merito al ristorante ne e’ stato gia’ parlato qui quindi non mi dilunghero’ molto, aggiungo soltanto che la seconda portata me la sono divorata in 10 secondi, mentre Anto andava tipo lumaca per degustare tutti i sapori. Il caviale era semplicemente spettacolare, cosi’ come la pasticceria servita con il caffe’.
Unica pecca il servizio, non a livello di un ristorante che ti fa pagare cosi’ tanto. I camerieri erano impacciati, la sommelier mi ha fatto ubriacare al secondo bicchiere di vino, cosa che non dovrebbe succedere, visto che se abbini un vino diverso ad ogni piatto, l’unico compito e’ proprio quello di abbinare le giuste gradazioni alcoliche tra di loro, in modo che le persone arrivino alla fine lucide - o quasi.
Un’altra cameriera si e’ messa a ridere mentre miscelava vari succhi fra di loro, dicendo che la cosa la faceva troppo ridere. Da dove ero seduta io pero’, vedevo la faccia nera di quello che credo sia stato il maitre di sala o come si chiama lui che la osservava in silenzio, senza che lei se ne potesse accorgere. Cosi’, al tavolo affianco al nostro, l’esperimento con i vari bicchierini e miscelamenti questa volta l’ha fatto lui, e lei gli reggeva il vassoio…
Ma a parte questo, il cibo e’ veramente buono, ma non so se lo consiglierei.
chaps
aaarrghhhhhh! gli ho spiegato che e’ ancora una bozza, e che ovviamente non e’ finito, ma ha detto che non gliene frega niente e che e’ troppo curioso!!!!!!!!!
Come sono emozionata!!!!
My novel goes on
Quello che mi viene piu’ facile fare e’ scrivere a penna su un quaderno, e poi purtroppo devo ricopiare tutto al pc. E’ una perdita di tempo, ma e’ l’unico modo per me di connettermi con questo mondo irreale del quale sto scrivendo. Inoltre non sono partita dal capitolo 1, ma sto descrivendo le scene come mi vengono in mente, e ogni volta succede sempre qualcosa di nuovo.
La mia insegnante, nell’oretta in cui abbiamo chiaccherato dopo il corso, mi ha consigliato di usare powerpoint e fare un catalogo di tutte le cose che ho scritto. In modo che per esempio mi posso rendere conto di cosa ho scritto e se manca un legante o una scena fra le due scritte precedentemente.
Cosi’ ho preso tutti i miei appunti, i quaderni, i fogli dove avevo annotato delle cose durante quest’anno dedicato al racconto ed ho veramente tantissima roba, pure scene della quale avevo dimenticato l’esistenza, ma che servono a dare corpo alla narrazione.
Cosi’, fra un momento libero ed un altro, sto ricopiando il tutto al pc. Penso mi ci vorra’ almeno un altro anno per poter dire che ho finito la prima stesura. Se avessi tempo solo di scrivere magari ci starei di meno, ma ho i minuti contati quindi faccio quello che posso.
Mi rendo conto anche di come il mio racconto sia entrato molto nella sfera del personale rispetto alle prime cose scritte un anno fa, e dovro’ pure decidere che tipo di voce usare.
Non scendo troppo nei dettagli, ma vi terro’ aggiornati.
In cucina
Questo salve in onore di una mia ex-collega che per motivi di privacy chiameremo Giulia, la quale, ogni volta che chiamava i clienti, ripeteva la parola Salve 850.000 volte, tanto che la mia amata Senior Agent tedesca (qua) un giorno mi chiese come mai la ripeteva cosi’ tante volte.
Questo saluto, carissima Giulia, e’ dedicato a te.
Ho appena finito di cucinare il cous cous con sugo di peperoni da portare domani al lavoro per pranzo. Per paura che i peperoni mi potessero “buttare pesante”, ho pensato che, prima di cucinarli nel pentolino con la passata Cirio tetrapack trovata stasera per caso al Tesco, li avrei messi nello steamer.
Azionata la macchina a vapore, dopo 20 minuti i miei bei peperoni erano belli e cucinati, cosi’, morbidi morbidi, li ho fatti a pezzettini e rosolati 30 secondi nel burro e poi aggiunto la passata.
Devo dire che e’ venuto proprio bene, ma per la prova del 9 dobbiamo aspettare domani dopo pranzo. Vi faro’ sapere se c’e’ stata e quanto e’ durata la riunione di gabinetto.
Ieri ho scoperto che la pasta Tesco e’ prodotta in Italia (non ci smentiamo mai), cosi’ come i maggiori produttori di riso sono sempre gli italiani. Ah, anche la passata Cirio era made in Italy (giusto per dare un tocco di internazionalizzazione, che poi questi irlandesi che mi leggono si sentono esclusi se scrivo solo in italiano).
Sul fronte lavorativo niente di nuovo, a parte che la mia tattica - fatti i fatti tuoi e se nessuno ti dice niente vuol dire che vai bene - sta avendo grande successo, in quanto nessuno mi importuna, cosi’ sono libera di esplorare i meandri dei database e capire fino a dove posso arrivare.
Il corso di scrittura creativa va a gonfie vele. Ogni martedi’ sera torno con a bunch of books da acquistare che fa arricchire Amazon (l’inventore deve essere proprio un tipo geniale, e magari con tutti i soldi che spendo sulla sua piattaforma un giorno decidera’ di invitare me e il mio consorte a cena, o mi regalera’ un’enciclopedia tipo treccani, chi lo sa! Comunque proprio geniale fu).
L’altro ieri mi sono arrivati i risultati degli esami del corso di laurea, e posso dire che li ho passati a gonfie vele e sono stata ammessa al terzo anno. Un mio amico invece, che studia letteratura italiana all’Ucd, non ha superato la prova scritta su Dante, e mi raccontava che probabilmente la sua futura carriera universitaria ne sara’ pregiudicata e, in base a quello che decidera’ la commissione d’esame, potra’ avere lo sbarramento a master o ai phd. In Italia anche se ti laurei con 4 anni fuori corso non interessa a nessuno, stare parcheggiato all’universita’ e’ meglio che stare disoccupato, e quello che qui si chiama master equivale alla nostra laurea specialistica del nuovo ordinamento, con la sola differenza che in Italia la specialistica te la devi pagare tu, in Irlanda il master te lo paga l’universita’. Che piccola differenza eh!
Oltretutto ho letto da qualche parte, se trovo il link ve lo posto, che gli studenti sopra i 23 anni sono considerati maturi (maturi?!?!?) e che possono godere di incentivi monetari nel caso in cui decidano di intraprendere gli studi. La cosa e’ a discrezione del college, ma si puo’ fare anche richiesta al welfare, seguire tutta la procedura e beccare i soldini, che non so quanto siano, ma sicuramente sono un aiutino.
Beh ora vi lascio, che inizio ad avere sonno.
Buona notte a tutti quanti e ricordate che, mangiare troppo tardi la sera e troppo pesante fa venire l’arsura e gli incubi, quindi ve lo sconsiglio.
news from work….
Che frustrazione
Mi mantengo sempre sul fronte lavorativo. Finalmente ho la risposta alle mie domande e cioe’ che sono nelle mani di nessuno e le cose me le devo fare da me. Ma non perche’ loro non mi vogliono cagare, ma perche’ loro non hanno scelto di fare da trainers, glieli hanno messi forzatamente e quindi non sanno nemmeno cosa voglia dire fare training (parlo io da esperta).
Lui, quello che si fa sempre i grancazzi suoi, quando oggi gli ho chiesto una cosa, invece di aiutarmi mi ha indicato un file dove dovevo guardare. Come lui, io non avevo voglia di guardare 10 e piu’ casi simili solo per non trovare la risposta che cercavo, in quanto, dopo una sommaria ricerca, non avevo trovato la cosa che mi serviva, cosi’ alle 4 ho fatto la chiusura del business e lui si e’ accorto che forse non avevo trovato, mettiamola cosi’, la risposta alla mia domanda. Quindi, mi ha detto che lui non mi aiutera’ mai, in quanto e’ troppo busy con le cose sue e quindi me le devo cercare da sola. In compenso, mi ha detto a chi potevo chiedere…..
L’altra, l’ukraina, quella che fa tanto la comprensiva, oggi mi dice di cercare il numero di un ordine nel database. cosi’ lo cerco e non trovo niente. Dopo mezz’ora, mi pinga chiedendomi se l’avevo trovato. E io, no, non sono riuscita a trovarlo. E lei mi fa: “do i have to show you again how to do it?” da notare l’again, e io:”yes please, as i’m lost”. Al che si avvicina e con fare annoiato mi dice che non e’ possibile andare avanti cosi’, che le cose me le devo scrivere su un quaderno (tipoascuolaemivapiu’chebenevistocheeraquellocheavevofatto), che lei non mi puo’ spiegare sempre le stesse cose, che ormai dovrei avere familiarita’ con i programmi e via discorrendo. Al che’ mi chiede di mostrarle la finestra dove stavo lavorando, e guarda caso il programma era aperto proprio nella pagina dove doveva essere aperto, con tutti i dati inseriti correttamente e al loro posto, solo che il risultato era “no result found”. “Doh” mi dice, “allora in questo caso se non ti mostra niente e’ perche’ devi mandare una email a Ruben” e io:”allora la procedura che ho seguito e’ quella giusta?” e lei, “si si, ha fatto tutto perfettamente” Ma vaffanculo brutta pezza di stronza per non avermi detto che a volte i dati non si trovano nel database e che bisogna chiedere a qualcun altro di fornirceli!! Ma va a cagare, che ti deve andare storta la cena!!!!!!
QUesto giusto per farvi capire il tipo di colleghi che ho. E purtroppo non posso farci niente. In una situazione ideale, un ottimo training sarebbe:
dato lo scenario A se il risultato e’ B allora devi fare C
oppure
dato lo scenario A se il risultato e’ D allora devi fare P e poi C
ecc ecc ecc…
Ovviamente ci possono essere tante variabili che influiscono, ma in linea di massima cambiando la posizione degli addendi il risultato non cambia. Purtroppo questo succede solo in un mondo ideale, dove i trainer sono chiamati in quel modo perche’ sono specializzati nella formazione delle risorse umane, e quando le grosse aziende impiegano 4 settimane a trainare la risorsa umana in aula sui vari processi e procedure fanno solo un favore a tutti quanti.
Nel magico mondo del mio piccolissimo dipartimento, questo non succede, e il mio team non si puo’ definire nemmeno come tale, dato che lui si occupa di una cosa sola, lei di un’altra cosa finche’ non va in maternity leave e io sono stata buttata nel mezzo e devo imparare a nuotare per non soffocare.
All’inizio me la prendevo a livello personale, pensavo di avere detto o fatto qualcosa di sbagliato o che avrebbe potuto offenderli. Oggi ho capito che anche se me la prendo, loro non possono farci niente. Questo e’ il modo in cui hanno imparato a fare quello che stanno facendo e questo e’ il modo in cui lo stanno insegnando a me.
Ma la cosa ancora piu’ pazzesca e’ che lei, nonostante ce l’abbia a morte con lui per la storia delle ferie natalizie e di come si e’ comportato quando erano solo loro due, continua a fare la gattina morta, come stai di qua, come stai di la, cosa hai fatto di bello, bla bla bla, quando poi alle spalle gliene dice talmente tante che sembra che lui giri con un’ascia piantata nella schiena, non un coltello!
Ovviamente dopo che ha capito che io le frustrazioni sue non me le accollavo e che se aveva un problema se lo doveva risolvere lei, ho smesso di essere la cocca di mamma.
Ma rivaffanculo!