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Evviva la privacy

Nov 27th, 2007 Posted in gelosia, pensieri sparsi, societa' | one comment »

Oggi davo un’occhiata a Google Analytics e a Sitemeter per vedere le statistiche di coloro che si connettono al mio sito.

Notavo che una delle chiavi di ricerca utilizzata e’ stata “pedinare il partner” e “come risalire alle proprie conversazioni di msn”.

Quindi sono andata a curiosare su Google e inserendo come chiave di ricerca la seconda frase mi sono imbattuta in un sito, no-privacy.it, che si autodefinisce anche forum, dove esiste una sezione dedicata al recupero password, ma in pratica in questa sezione vengono citati indirizzi email,  numeri di telefono e richieste di aiuto su come recuperare la password del proprio ragazzo/a per il semplice fatto che si abbia paura di essere traditi. Addirittura, cosa a me totalmente sconosciuta, dal sito www.190.it e’ possibile risalire al numero di sms inviati da un numero di cellulare.

La cosa buffa e’ che ci sono numerossissime richieste di aiuto, ma avro’ letto 1 o forse 2 risposte che possono essere veramente efficaci. E il motivo e’ che effettivamente e’ difficilissimo se non impossibile risalire alla password di qualcun altro.

Alcuni sistemi di recupero password a volte funzionano, ma solo se si ha un minimo di conoscenza di quella persona. Si puo’ allora rispondere alle domande di sicurezza e inserire una nuova password annullando quella vecchia, il tutto a discapito del “titolare” della casella di posta elettronica, che si trovera’ modificata la propria pw senza aver fatto niente. Ma dove sta l’etica in tutto cio’? Se effettivamente si riesce ad entrare nella casella di posta elettronica del proprio partner, come si puo’ nuovamente guardare in faccia quella persona facendo finta che tutto sia regolare? E se veramente si scoprono email compromettenti, quale sara’ il prossimo passo, contattare il partner dicendo “ehy, lo sai, ieri non avevo niente da fare e ho scoperto la password della tua posta elettronica….”.

Ma poi perche’ farsi cosi’ male? Non e’ piu’ salutare chiedere direttamente a lui o a lei  se c’e’ qualcosa che non va e fidarsi della risposta?

Tutto questo mi fa pensare a come ci si fidi poco del proprio partner, ma sopratutto come si abbia poca fiducia in se stessi.

Tolleranza 0

Nov 11th, 2007 Posted in impressioni, italia, pensieri sparsi, societa' | 2 comments »

Sono in Italia. Sono arrivata ieri. Le notizie predominanti, alla televisione, sono la morte di Gabriele e di Meredith.

Appena arrivata ho subito pensato che sarei voluta tornare a vivere in Italia. Per parlare la mia lingua, per vedere il sole, per l’aria secca e senza vento che si contrappone al tempo umido e ventoso di Dublino. Poi oggi ho fatto un giro, in uno shopping centre della citta’. E sono rimasta come imbambolata. Imbambolata nel vedere noi italiani narcotizzati dalle marche, dagli stilisti, dalla moda, figli del consumismo. Non dobbiamo sforzarci di pensare, le grandi marche lo fanno per noi. Indossiamo le scarpe col tacco a spillo, gli stessi occhiali da vista, compriamo il monitor LCD 32 pollici e il cellulare che fa tutto, anche il caffe’ nelle emergenze. Possediamo tutto e quando ci stanchiamo possiamo cambiare e trovare qualcos’altro che ci aggrada di piu’, e se pensiamo di aver sbagliato acquisto, chi se ne frega possiamo farne due o tre scelte, a qualsiasi prezzo.

Estendiamo questa cosa alle relazioni interpersonali. Il mercato offre veramente tutto. Se mi stanco di stare con la mia ragazza, con il mio ragazzo, chi se ne frega, tanto basta che alzo il telefono e faccio qualche chiamata, o inizio a farmi vedere in giro, che subito trovo altro. Spargo la voce che sono arrivata in citta’ e subito i miei ex si fanno vivi. Andiamo a cena fuori? A prendere un’aperitivo? Ti frequenti con qualcuno a Dublino? Beh, mica ti sto chiedendo di venire a letto con me (per ora). Che voglia posso avere di impegnarmi, di mettermi in gioco, di organizzare il mio tempo per incontrarmi con il tempo del mio lui? Litighiamo troppo spesso? Cambio. Si esce da soli, si fanno i viaggi da soli, con i propri amici, e se nella compagnia c’e’ un personaggio che mi molesta chi se ne frega, tanto i giovani di oggi sono cosi’, sono espansivi, ti mettono le mani ovunque, ti toccano sopra e sotto, ti palpano, ridono con la scusa che hanno bevuto un bicchiere di birra in piu’. E intanto tu ti diverti, e pure loro. E l’altra meta’..? Io intanto ho passato il mio tempo allegramente, poi quando torno a casa si vede, d’altronde non l’ho mica tradito, mica sono stata a letto con qualcun’altro.

Che il ragionamento funzioni o meno non sta a me deciderlo. Fatto sta che io sento l’esigenza di impegnarmi, di lasciarmi andare, di farmi conoscere, di avere un rapporto sereno e profondo con l’altra persona, con la quale posso aprirmi e confidarmi, perche’ sono sicura che non mi fara’ del male, il male che dico io.

Come definirlo?

Feb 26th, 2006 Posted in It's just me | no comment »

Sono disgustata, il marito della mia collega ci ha provato con me. non vi racconto i particolari perché mi viene il vomito solo a pensarci.